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Donatella Versace furiosa con il governo Meloni: “Ci state togliendo la libertà d’amare”

A capo d’una delle case di moda più in vista a livello internazionale Donatella Versace non ha nascosto la sua indisponibilità verso il governo Meloni. La stilista è convinta che i vertici governativi stanno sottraendo ai cittadini la libertà d’amare chi si vuole. In occasione della settimana della moda milanese Donatella Versace è stata premiata sul palco de ‘CNMI Sustainable Fashion Awards 2023’ per ricevere l’Equality ed Inclusivity Award presentata dal suo amico Marco Mengoni.

In platea anche l’onorevole Alessandro Zan che non manca di supportare ogni manifestazione a sostegno delle libertà personali. Donatella Versace non ha esitato a condannare alcune decisioni del governo in carica, ribadendo il diritto dei singoli di fare le proprie scelte: “Qui in Italia non è mai stato più importante di adesso difendere i diritti delle minoranze. Il nostro governo è deciso a togliere i diritti degli individui a vivere come desiderano, la libertà di camminare per strada con la testa alta e senza paura, la libertà di costruirsi una famiglia e vivere come si vuole, la libertà di amare chi si vuole. Dobbiamo tutti combattere per la libertà”.

Ha poi posto l’accento su situazioni violente che sono all’ordine del giorno e su cui è necessario intervenire il prima possibile: “In questo periodo vediamo persone trans soffrire violenze terribili, in questo periodo i figli delle coppie dello stesso genere non sono considerati loro figli.

Donatella Versace ha ricordato il coming out del fratello

La nota stilista ha raccontato che quando il fratello Gianni ha fatto coming out, lei aveva solo 11 anni, ma questo non ha cambiato l’affetto che provava: “Avevo 11 anni quando mio fratello Gianni mi ha detto di essere gay. Per me non è cambiato nulla, l’amavo e non mi interessava chi lui amasse”.

Donatella è felice d’essere considerata un’icona gay. Si è sempre battuta per l’uguaglianza, l’inclusività e la libertà di scelta. Ha poi aggiunto che i suoi collaboratori non sono definiti con preconcetti legati alla razza, religione, età o orientamento sessuale ma scelti in base alla loro creatività.

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