Tecnologia

Dyson lancia lo zaino tecnologico per studiare l’inquinamento dell’aria

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L’azienda Dyson, leader nel mercato di elettrodomestici e purificatori d’aria, ha lanciato un nuovo progetto in collaborazione con il Kings College London e la Greater London Authority, per comprendere quali cambiamenti a livello ambientale sono avvenuti durante questo periodo di lockdown. L’indagine comprenderà diverse città importanti, da Milano a Londra, passando per Tokyo, Delhi e NY, per un totale di 14 località presenti in tre continenti.

La misurazione del livello di smog avverrà grazie ad una speciale tecnologia “indossabile”: i partecipanti scelti per l’indagine verranno dotati di uno speciale zaino creato dal team di esperti Dyson, realizzato con sensori integrati e tecnologia GPS. Inoltre, esso sarà dotato di una batteria integrata per permettere ai soggetti di muoversi liberamente fuori casa e raccogliere i dati utili per la ricerca.

Il funzionamento dello zaino

Lo zaino è stato sviluppato riadattando la tecnologia utilizzata da Dyson per i suoi purificatori d’aria. Gli ingegneri hanno però realizzato un dispositivo molto più leggero e compatto, in grado di entrare in uno zaino, ma altrettanto affidabile ed accurato nel rilevare l’esposizione a PM2.5, PM10, VOC e NO2.

I tre sensori principali sono in grado di rilevare ed elaborare i dati: il primo è in grado di misurare la temperatura e l’umidità; il secondo rileva la presenza di gas nell’aria (biossido di azoto, NO2 e i composti organici volatili, VOC), il terzo, invece, è predisposto per raccogliere i dati sulla presenza di polveri nell’aria.

I dati raccolti all’esterno verranno poi confrontati con quelli raccolti dai purificatori d’aria dell’azienda, istallati negli ambienti chiusi. In questo modo si potrà avere un quadro preciso dei cambiamenti ambientali avvenuti nel periodo di lockdown con spostamenti ed attività limitate.

La fase due del test sarà avviata una volta revocate le restrizioni imposte dai governi nelle varie città, a questo punto i partecipanti allo studio dovranno ripercorrere il loro tragitto nuovamente con lo zaino tecnologico in modo da permettere agli scienziati un confronto preciso.

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