Scienza

Encelado: molecole organiche emesse dai geyser della luna

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Ad oltre due anni dal termine della sua missione, i dati raccolti dalla sonda Cassini continuano ad essere una preziosa fonte di informazioni, in particolare riguardo Saturno e i suoi satelliti. È proprio uno di questi – Encelado – il protagonista di un recente studio che riporta la presenza di molecole organiche.

Tali composti – provenienti dal misterioso oceano della luna – potrebbero esser coinvolti nella produzione di amminoacidi.

La missione di Cassini verso Saturno

7275 giorni.

Questo il periodo trascorso nello spazio dalla sonda Cassini durante il suo incredibile viaggio alla volta di Saturno. Costruita dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory, Cassini era parte di un progetto nato dalla collaborazione delle agenzie spaziali americana (NASA), europea (ESA) ed italiana (ASI).

Lanciata il 15 ottobre 1997, la missione Cassini-Huygens aveva come obiettivo lo studio di Saturno e delle sue lune. Ad oltre sei anni dalla partenza, la sonda entrò finalmente nell’orbita del gigante gassoso, regalandoci forse le più splendide immagini di questo sistema.

Si deve a Cassini, ad esempio, la conferma della presenza di un enorme tempesta nei pressi del polo sud di Saturno, caratterizzata da una forma esagonale e da dimensioni paragonabili a quelle della Terra. Non solo, il lander Huygens – separatosi dalla sonda e atterrato sul satellite Titano – scoprì l’esistenza di un mondo bagnato da mari di idrocarburi.

Il 15 settembre 2017, la missione volgeva al termine, e Cassini – dopo aver incantato l’intera comunità scientifica (e non solo) – si schiantò sul gigante gassoso. Nonostante siano passati quasi due anni da quel giorno, l’incredibile quantità di dati raccolta dalla sonda è ancora in fase di studio.

Molecole organiche su Encelado

Un team di scienziati dell’Università libera di Berlino ha recentemente annunciato la scoperta di alcuni composti organici provenienti da una delle più celebri lune di Saturno: Encelado.

Scoperto nel 1789, questo piccolo satellite presenta una superficie ghiacciata, al di sotto della quale si cela un vasto oceano di acqua liquida. Si ritiene che le immani forze gravitazionali agenti su Encelado ne riscaldino l’interno, generando enormi geyser responsabili della formazione di uno degli anelli più esterni di Saturno.

È proprio questo materiale – costituito da granuli di ghiaccio – l’oggetto di studio della ricerca. Grazie ai dati forniti dal Cosmic Dust Analyzer – uno dei numerosi strumenti a bordo della sonda Cassini – è stato possibile identificare la presenza di composti organici contenenti azoto ed ossigeno.

Già nel 2018, alcuni ricercatori riportarono la scoperta di molecole di natura organica all’interno di granelli di ghiaccio, tuttavia si trattava di sostanze più complesse e insolubili.

Al contrario, questi composti assomigliano ad alcune molecole – presenti sul nostro pianeta – coinvolte nella formazione degli amminoacidi (ritenuti fondamentali per la nascita della vita).

Tali reazioni chimiche sono alimentate dal calore sprigionato presso le sorgenti idrotermali – situate sul fondo degli oceani. Secondo i ricercatori, non è da escludersi che lo stesso tipo di processi possa avvenire negli abissi di Encelado.

Ovviamente, la scoperta di queste molecole non dimostra in alcun modo l’esistenza di eventuali organismi alieni. In ogni modo – come affermato dal co-autore Frank Postberg – “…si tratta di un ulteriore passo avanti nello studio dell’abitabilità di Encelado”.

Leggi anche Scoperta l’acqua sul pianeta K2-18b: potrebbe essere abitabile


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