Esame di Maturità 2020: la commissione diventa interna

Nelle intenzioni del ministero dell'istruzioni le prove d'esame saranno più essenziali ma in grado comunque di valutare la preparazione e soprattutto la maturità degli studenti.

Con la pandemia del Coronavirus, una tra le prime cose che il Governo Conte ha deciso di sospendere è stata proprio la didattica portando alla chiusura di tutti gli atenei. Per fortuna, grazie all’uso della tecnologia, sia gli studenti che i docenti non hanno perso le rispettive attività di studio e di lavoro adoperando le piattaforme e-learning. Dopo tante settimane, rimane da sapere quale sarà il futuro delle attività didattiche e sopratutto come saranno organizzati gli esami di maturità.

Il Governo di certo non permetterà ai circa 460mila studenti di perdere l’esame di maturità, per tale motivo, sarà organizzata grazie ad una commissione d’esame formata solo da professori interni, con l’unica eccezione che il presidente sarà un membro esterno.

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La seconda prova potrebbe essere diversa per ogni scuola

La prova finale verrà posta in essere dagli stessi docenti che hanno sostenuto e seguito i ragazzi durante gli anni scolastici. Il ruolo del presidente esterno sarà quello di monitorare e controllare il corretto svolgimento delle procedure.

Qualora dovesse esserci l’impossibilità di organizzare l’esame come ogni anno, la prova d’indirizzo, la seconda, sarà preparata direttamente dalle singole commissioni. Da questo, quindi, può esserci la possibilità di avere singole prove differenti per ogni istituto scolastico.

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La prima prova rimarrà invariata, mentre la seconda sarà differenziata da scuola a scuola in quanto decisa dalla commissione di insegnanti interni. Sicuramente, nella valutazione della prova finale, si considererà tutto l’anno scolastico influenzato dalla pandemia e dal lockdown.

L’esame di Stato subirà dunque una trasformazione diventando come l’esame di terza media. Il Ministro dell’Istruzione, Azzolina, ha voluto sottolineare l’importanza di questa decisione che non è quella di facilitare l’esame per gli studenti, ma quella di andare incontro al personale didattico e gli allievi stessi considerando le difficoltà che non hanno reso l’anno scolastico semplice.

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La richiesta all’inizio era arrivata da diverse associazioni studentesche le quali chiedevano di ammettere tutti gli studenti all’esame di Stato considerando che la valutazione del secondo quadrimestre è stata quasi inesistente.

La scelta di una trasformazione della commissione d’esame, però, è volta anche a evitare spostamenti prolungati dei professori per coprire i posti nelle oltre 13mila commissioni d’esame, costituendo un risparmio per le casse dello Stato che di questi tempi diventa ancora più importante.

Lo stesso Ministro Azzolina, ci tiene però a chiarire che la scelta è stata fatta solo per quest’anno e solo per l’emergenza Coronavirus.

Coronavirus: quando si potrebbe rientrare

Comunicata la proroga del termine di restrizione, inizialmente previsto sino al 3 aprile e poi passato al 13 aprile, si inizia a programmare anche una potenziale data di ritorno alle attività scolastiche in loco. Purtroppo bisogna tener conto delle incertezze causate dall’evolversi della pandemia su tutto il territorio nazionale che rendono difficile qualsiasi programmazione.

Le stesse incertezze rendono complicato definire le modalità e le date dell’esame di Stato, dovendo prima di tutto capire quando e se si tornerà a scuola.

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