Due coniugi che abitano in due comuni diversi non possono usufruire dell’agevolazione IMU prima casa o anche detta per abitazione principale. Non è un cambio di norme relativa all’imposta dal parte del Ministero delle Finanze ma una sentenza di Cassazione. I giudici, in sostanza, hanno dato ragione ad un amministratore locale che ha chiesto degli accertamenti fiscali su uno dei coniugi e ha disconosciuto il diritto a ricevere le agevolazioni. Su cosa si è basato il giudice? Possiamo dire la presenza di due case e il fatto che una rappresenti l’abitazione abituale e un’altra un immobile in più necessario per esigenze lavorative.
Imu prima casa o abitazione principale, definizione
Nonostante molte norme Imu siano cambiate per effetto della Legge di Stabilità 2020 (Legge numero 160/2019), la prima casa o abitazione principale non ha visto decurtazioni di diritti e agevolazioni.
La definizione di abitazione principale è dove il contribuente costituisce dimora abituale anche se non risiede stabilmente nell’immobile. Nell’abitazione principale può risiedere anche il nucleo famigliare. Si tratta quindi di una casa dove si stabilisce il proprio vivere e ciò viene dimostrato anche dalla ricezione di bollette o altri contratti di utenza.
Per la definizione di abitazione principale ai fini IMU sono importanti questi requisiti: residenza anagrafica, dimora abituale anche con i propri famigliari. Non basta il domicilio che serve solo a ricevere corrispondenza professionale, commerciale o istituzionale.
Moglie e marito in residenze separate per esigenze lavorative: sono due dimore abituali e due immobili di proprietà
Nel caso che stiamo raccontando, un coniuge aveva la residenza anagrafica presso l’immobile che fruiva di agevolazione Imu prima casa. Il secondo coniuge per esigenze lavorative aveva spostato la propria residenza.
E’ stato il primo coniuge a rivolgersi alla Corte quando ha iniziato a ricevere degli accertamenti sulla riscossione locale. L’immobile dove risiedeva usufruiva dell’esenzione perché considerata dimora abituale dell’intero nucleo famigliare. Nella sentenza di Cassazione si è riconosciuta la condizione di due coniugi non legalmente separati e con residenze anagrafiche in immobili posti in comuni diversi. La presenza di due case portano alla dimostrazione di due diverse dimore abituali e pertanto l’impossibilità di applicazione dell’agevolazione prima casa.









