Fase 2, come cambieranno i sussidi per le attività ancora chiuse

Con la Fase 2, circa 7 milioni di persone ancora sono fermi e avranno bisogno delle misure di sostegno da parte del Governo dopo quelle poste in essere dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Liquidità

cucina
PhotoCredit: Pixabay

Molte sono le attività lavorative che non apriranno a partire dal 4 maggio. Per alcuni di essi, infatti, se ne parlerà soltanto il 18 maggio mentre altri ancora dovranno aspettare addirittura il 1 giugno 2020.

Si parla in totale di una platea di circa 7 milioni di persone che sono esclusi dall’inizio della Fase 2 annunciata dal Premier Giuseppe Conte il 26 aprile 2020. Gli stessi lavoratori dovranno continuare a beneficiare delle misure economiche erogate dal Governo per la pandemia da Coronavirus. Per i prossimi sussidi però le cose saranno diverse rispetto a quanto previsto a marzo dal Decreto Cura Italia.

Bonus di 800 euro a maggio

Il Governo Conte ha deciso di destinare circa 7 miliardi di euro per il bonus una tantum che sarà prorogato da 600 euro a 800 euro e avrà validità di due mesi.

Rimangono uguali i requisiti per accedere al nuovo bonus per il mese di marzo mentre per la terza mensilità qualcosa potrebbe cambiare. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione sul Del il 28 aprile. Per la terza mensilità, infatti, potrebbero essere fissati dei limiti relativi ai codici Ateco dei settori ancora fermi o un limite di Isee che potrebbe essere fissato a 35 mila euro.

La platea potrebbe arrivare a 5 milioni di persone per aprile e 3,75 milioni a maggio.

Bonus da 600 euro

L’INPS sino ad ora ha pagato circa 3,4 milioni di bonus da 600 euro per una spesa complessiva di 2 miliardi di euro.

Le erogazioni sono avvenute maggiormente tra il 14 e il 23 aprile riguardando il 69,5% i lavoratori autonomi, il 15,4% i dipendenti a tempo determinato del settore agricolo e per lo 0,7% i lavoratori dello spettacolo. Quasi due terzi dei beneficiari sono uomini e l’età media della platea è di circa 46 anni.

L’INPS stima che il bonus costituisca un terzo del reddito mensile netto per i lavoratori autonomi, circa la metà dei lavoratori stagionali del turismo e due terzi per i lavoratori temporanei dell’agricoltura.

Cassa integrazione prolungata

La cassa integrazione dovrebbe essere prolungata di 9 settimane per un ammontare complessivo di 15 miliardi di euro.

Sarà possibile quindi fare richiesta all’INPS per un massimo. di5 settimane, facendo richiesta per ulteriori 4 settimane. La misura sarà anticipata sia dagli istituti bancari che da Poste Italiane.

La misura riguarderà principalmente lavoratori del commercio a dettaglio e di bar e ristoranti, per una platea di oltre 3 milioni di dipendenti che sono fermi.

L’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro ha calcolato una perdita media mensile in busta paga dei lavoratori italiani pari al 36% con la cassa integrazione. Tale perdita aumenta proporzionalmente all’importo della busta paga, andando da una decurtazione media del 25% per i lavoratori non qualificati sino ad un 45% per le professioni scientifiche e categorie di elevata specializzazione.