Salute

Febbre di Lassa, nuovo rischio pandemico?

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel 2017 un elenco di agenti patogeni ad alto potenziale pandemico e epidemico. Lo scopo era quello di accelerare la ricerca su patologie minacciose in modo tale da velocizzare i tempi necessari per ideare misure di prevenzione e trattamento. L’importanza di tale obiettivo ha assunto una connotazione differente da quando è arrivato il Covid 19 a fermare tutti i continenti per oltre un anno e mezzo.

Febbre di Lassa tra le malattie potenzialmente pandemiche

La lista – aggiornata nel 2024 – include proprio il Covid 19 più la febbre emorragica di Crimea-Congo, la malattia da Virus Ebola, la malattia da Virus Marburg, Mers, Sars, Zika, la febbre della Rift Valley, il Virus Nipah e la malattia X ossia un agente patogeno attualmente sconosciuto. Nell’elenco si legge anche la Febbre di Lassa come malattia minacciosa. Sembrerebbe sia uscita dal continente africano con contagi verificatisi anche in altri Paesi del mondo.

Le infezioni sono in aumenti da diversi anni. In tanti casi non vengono diagnosticate né segnalate e ad oggi non esistono vaccini o trattamenti specifici nonostante i casi registrati siano significativi. Ecco perché la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations ha deciso di agire e di attirare l’attenzione sulla serietà della malattia e sulla sua diffusione. La Febbre di Lassa è una febbre emorragica virale che si trasmette all’uomo tramite i roditori (alimenti o oggetti domestici contaminati con urina e feci).

I villaggi poveri africani sono i più colpiti ma la trasmissione può avvenire anche da uomo a uomo. L’incubazione varia da tre giorni a tre settimane e l’infezione difficilmente si individua senza adeguati esami di laboratorio. La sintomatologia è varia, dall’assenza di sintomi all’insufficienza multiorgano fino al decesso.

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