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La filariosi: un pericolo in agguato tutto l’anno per il nostro cane

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La filariosi è una malattia parassitaria, che può portare a morte il cane, se non curata o prevenuta attentamente per tutti e dodici i mesi dell’anno.

Infatti, a causa dell’innalzamento della temperatura delle nostre città, le zanzare, che sono il vettore elettivo dell’agente eziologico della filariosi, sono ormai stabili pressoché sempre nell’ambiente, favorite nella loro sopravvivenza anche dalla presenza dei riscaldamenti domestici e dei locali commerciali.

Va, inoltre, ricordato che, oltre alle zanzare più comuni, come la Culex pipiens e la zanzara tigre, ne esistono oggi anche altre specie, che si stanno diffondendo nel nostro Paese e che possono ugualmente ospitare la filaria, per poi inocularla nel nostro inconsapevole amico a quattro zampe, nel momento in cui vengono a contatto con il suo sangue, mediante una semplice puntura.

L’agente eziologico responsabile della filariosi è, quindi un parassita, che può appartenere, tuttavia, a due diverse famiglie. La Dirofilaria immitis è responsabile della filariosi cardiopolmonare; in questo caso le larve penetrano all’interno del sistema circolatorio del nostro amico a quattro zampe a seguito della puntura di una zanzara e si sviluppano, mentre sono ancora nel letto vascolare, trasformandosi in vermi adulti, che possono raggiungere una lunghezza anche di 15 centimetri. Questi ultimi scelgono come localizzazione elettiva l’area intorno al cuore ed ai polmoni, causando seri problemi a carico di questi organi, fino a poter portare l’animale a morte, se non si riesce ad intervenire in tempo.

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Invece, la Dirofilaria repens, che penetra nel proprio ospite sempre tramite la zanzara, porta all’insorgenza della forma cutanea della malattia, perché le larve vanno a localizzarsi a livello di sottocute.

La sintomatologia, nella fase iniziale della filariosi, si presenta particolarmente subdola, perché il cane mostra alcuni sintomi, piuttosto generici, che difficilmente vengono ricollegati a tale malattia. Infatti, il più delle volte sono il prurito, la tosse secca, la facile stancabilità e l’inappetenza a comparire quali disturbi iniziali, tanto che il proprietario può essere indotto a collegarli ad un semplice momento di stress del cane e nulla più.

Purtroppo, però, se non viene fatta una diagnosi celere, la malattia progredisce, perché le filarie aumentano sia in numero che in volume, andando a rendere sempre più difficile la corretta fisiologia funzionale degli organi. Così il nostro amico comincia a manifestare insufficienza cardiaca, difficoltà respiratorie, presenza di accumulo di liquidi in addome e alterazioni neurologiche.

La diagnosi viene fatta in laboratorio, mediante un prelievo di sangue e l’identificazione del parassita al suo interno. Inoltre, si possono poi effettuare anche accertamenti maggiormente specifici avvalendosi di radiografie o di ecocardiogrammi.

La terapia è medica. Esistono, infatti, in commercio alcuni medicinali per la filariosi, che è sempre il veterinario a prescrivere, dopo aver valutato attentamente lo stato di salute del cane. Inoltre, è possibile che un animale, anche dopo aver eliminato del tutto il parassita, rimanga comunque cardiopatico, a seguito delle lesioni che quest’ultimo ha indotto al suo cuore.

Fondamentale rimane, quindi, la prevenzione, che può essere fatta mediante una puntura annuale, che protegge il cane, oppure – laddove il medico veterinario lo ritenga maggiormente appropriato – tramite la somministrazione di compresse mensili. Nelle zone endemiche, inoltre, è bene tentare di tenere sempre gli animali in casa durante la notte e avvalersi dell’ausilio di spray o di collari specifici per tenere il più lontano possibile le zanzare.

Come sempre, poche e semplici accortezze, visite di controllo periodiche dal veterinario e la salute del nostro amico a quattro zampe può essere facilmente tutelata.

 

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