Film per non dimenticare

santa-maria

Ieri, 27 gennaio 2015, era il Giorno della Memoria. Settant’anni fa i prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz vennero liberati dalle truppe sovietiche. Ricordare per non commettere gli errori del passato è importante ed altrettanto importante è rendere omaggio e giustizia alle vittime dell’Olocausto.

La cinematografia, così come molta arte post-bellica, si è occupata di diffondere e far conoscere gli orrori di quella travagliata era. Approcciarsi a questo argomento è insidioso ed è fondamentale trattare il tema con rispetto e cura.

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Alcune pellicole lo hanno fatto avvalendosi di varie forme filmiche, dando la possibilità di vedere un trascorso atroce della nostra umanità.

Inizio con il segnalare un documentario storico di 32 minuti, che ha descritto in maniera cruda e realistica la situazione,  Notte e nebbia (1956) del maestro Alain Resnais. A soli undici anni dalla fine della guerra, questa testimonianza è più che mai realistica e pulsante. Vengono mostrate immagini di repertorio e riprese originali, accompagnate da un testo di Jean Cayrol, poeta che ha vissuto sulla sua pelle la sofferenza.

Altro documentario di grande valore è Shoah (1985) di Claude Lanzmann. Della durata di circa nove ore, il film propone interviste fatte a superstiti e carnefici. Ricerche ed incontri sono durati più di dieci anni, da questo enorme lavoro è emersa un’opera di forte impatto emotivo.

Passando a narrazioni vere e proprie è impossibile non citare:

Schindler’s List (1993) di Steven Spielberg. La storia vera di un ricco industriale tedesco che approfitta delle sue conoscenze per salvare quanti più ebrei riesce. Le immagini sono potenti e ben costruite, rendono questa pellicola un capolavoro di alto valore morale.

La vita è bella (1997) diretto ed interpretato da Roberto Benigni. Film che vince tre Oscar e che narra con delicatezza le vicende di un padre attento a nascondere al figlioletto le brutture della deportazione.

Il bambino con il pigiama a righe (2008) di Mark Herman, adattamento dell’omonimo romanzo di John Boyne. Attraverso l’amicizia tra un bambino tedesco ed uno ebreo rinchiuso in un campo di concentramento, vengono percorse le mostruosità inflitte ai prigionieri.

Teniamo presenti queste pellicole, queste testimonianze, non solo durante la Giornata della Memoria. Cerchiamo di non scordare davvero di cosa siamo capaci.