Cinema
Film: Welcome to New York, ovvero, il potere di perdere sè stessi


Presentato fuori gara al festival del cinema di Cannes 2014 Welcome to New York, l’ultimo film del regista Abel Ferrara, celebra lo spietato connubio sesso-potere con un Gerard Depardieu straordinariamente ringiovanito nell’animo dal personaggio che interpreta, Devereaux, presidente del Fondo Monetario Internazionale, con il ruolo di gestire i soldi di varie nazioni, un uomo che impiega nel suo lavoro la stessa aggressività con cui si prende il sesso da donne di ogni tipo, e ovunque, senza per questo saziare mai la sua fame, con l’istinto di chi prima divora e poi vomita, in una sorta di bulimia sessuale.
Il film è ispirato alla vicenda di Dominique Strauss-Kahn e di sua moglie Anne Sinclair, e allo scandalo della violenza sessuale perpetrata dall’uomo nei riguardi di una cameriera in una stanza d’albergo, anche se il regista newyorkese sembra prenderne – se non altro, tenta – le distanze: e tutta la storia sembra incentrarsi sulla volontà inconsapevole di redimersi da parte del protagonista, volontà inconsapevole perchè in realtà indesiderata.
Sullo sfondo e accanto sta la moglie (Jacqueline Bisset), vittima e complice, che segue l’uomo nel suo progressivo, graduale, inesorabile, disfacimento.
Fuori gara a Cannes, da un lato applaudito, dall’altro bistrattato, il film sarà presente solo in streaming, in segno di una coraggiosissima scelta di Ferrara.
Il film è crudele, ma anche divertente, con un Depardieu feroce divoratore di corpi, incredula vittima di sè, e con l’anima in disuso.









