parental control obbligatorio

Filtro Parental Control per tutelare i bambini

Nelle ultime ore è stato approvato in Italia, dalla Commissione di Giustizia, un emendamento che prevede l’utilizzo obbligatorio di un filtro a tutela dei minori sui dispositivi mobili, computer e televisori. L’obbligo varrà anche per gli operatori telefonici. Una legge quanto mai necessaria, in un’era in cui anche i più piccoli hanno potenzialmente accesso online a contenuti pericolosi e potenzialmente dannosi. Per questo è sorta l’esigenza di applicare una normativa specifica sul Parental Control. Al momento però, l’emendamento è in attesa dell’approvazione definitiva.

Nel nostro Paese da molti anni questo tipo di filtro è già presente su tutti i dispositivi e Smart TV: in pratica, permette alle famiglie di bloccare la visione e il download di contenuti e applicazioni. Questo emendamento però ribalta del tutto l’attuale procedura. Se confermato in via definitiva infatti, da ora in poi non sarà più l’utente a dover richiederne l’attivazione, ma anzi, il filtro di “controllo parentale” funzionerà di default. Rimane nostra, la scelta di disattivarlo o richiederne l’eliminazione dal nostro PC, smartphone, tablet o TV.

Cos’è il Parental Control

È un filtro di controllo, presente su qualsiasi tipo di dispositivo, volto a proteggere i bambini dalla visione di contenuti non adatti alla loro età. Il Parental Control blocca la visione o l’accesso a contenuti o a piattaforme che potrebbero non essere adatte ai minori fino a 18 anni. Grazie ad esso, si può bloccare l’installazione di applicazioni sospette o specifiche per adulti, o gli acquisti in-app.

Casi recenti indicano un aumento degli acquisti tramite smartphone, in particolare per upgrade di giochi online. Tutti gli smartphone hanno il controllo parentale a livello di sistema operativo: Google e Apple hanno infatti implementato delle funzioni che permettono ai genitori di decidere cosa possono e cosa non possono guardare o fare i loro figli. Volendo, è possibile bloccare alcune opzioni per i servizi in abbonamento sulla scheda SIM. Esistono inoltre, anche delle applicazioni con funzioni simili.

Idem dicasi per i PC: esiste già uno strumento per il Parental Control implementato sia per Windows 10 che per Mac. Su quest’ultimo, è possibile creare direttamente un account apposito con i controlli parentali attivi di default. Sugli Smart TV invece, si può attivare il filtro di protezione accedendo dalle “Impostazioni”.

Cosa prevede l’emendamento

L’emendamento prevede che su tutti i dispositivi elettronici e sul proprio abbonamento telefonico sia previsto il filtro di controllo parentale. In base all’articolo 7 bis della legge sulla Giustizia e sulle intercettazioni, “I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto”. Si specifica inoltre, che il filtro parentale deve essere gratuito e può essere disattivato solo su richiesta del consumatore. Se l’emendamento, denominato “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio”, venisse approvato in via definitiva, gli operatori telefonici e i produttori dovranno adeguarsi alla nuova norma.

Le prime obiezioni che si sono fatte largo tra gli esperti in merito all’attivazione di default di questo filtro, sono soprattutto perplessità sulle questioni legate alla rete e l’accesso all’informazione. In questo modo, affermano, si potrebbe “ledere il diritto alla corretta informazione e potrebbe essere catalogato come una forma di censura”.

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