Fiumicino, tre algerini forzano portellone aereo e fuggono

Algerini

Si tratta di un fenomeno tutt’altro che nuovo, anzi è iniziato nel 2009, ma negli ultimi mesi è aumentato esponenzialmente. Giovani cittadini algerini provvisti di regolare biglietto da Algeri per la città turca, che arrivati allo scalo di Roma si dileguano dopo essere riusciti ad aprire la porta dell’aereo. Ci sono stati oltre 30 casi come questi nell’autunno scorso e sono proseguiti dall’inizio di quest’anno. Nel solo 2014 ce ne sarebbero stati ben 500. Nella notte di mercoledì tre algerini, passando la frontiera italiana con altri 18 connazionali e un centinaio di passeggeri, hanno forzato un portellone dell’aereo in fase di rullaggio e si sono buttati sulla pista, riuscendo a scomparire nelle campagne circostanti nonostante la rafforzata vigilanza da parte della polizia di frontiera. Ora sono accusati di attentato alla sicurezza dei trasporti e immigrazione clandestina. Sul tema i sindacalisti della polizia riuniti nella Consap hanno presentato diverse interrogazioni parlamentari al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Nell’ottobre del 2014 la procura di Civitavecchia aveva chiesto alla polizia una relazione su questi frequenti episodi, ipotizzando naturalmente che dietro vi fosse un’organizzazione criminale, considerando che la tratta aerea era la stessa.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).