Galli: “Variante inglese più contagiosa ma non più letale”

Galli ribadisce la maggiore contagiosità della variante inglese ma sottolinea che: "non sembra più capace di ammazzare"

“La variante inglese diventerà prevalente, se già non lo è”, spiega ad AGI Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, che ne riconferma la maggiore contagiosità: “Una velocità di trasmissione maggiore del 37 o del 40% vuol dire che probabilmente il virus va anche più lontano del solito metro e mezzo e infetta più efficacemente bambini e ragazzi anche se per fortuna non sembra più capace di ammazzare”.

Una concentrazione magari anche inferiore delle famose goccioline” ha spiegato, “riesce ad arrivare qualche centimetro più in là e ad arrivare ugualmente ad infettare per la maggiore affinità di questa variante per i nostri recettori cellulari. Sono ipotesi che hanno una loro logica e che ci spaventano in modo particolare. Sapevamo che avremmo dovuto fare i conti con queste nuove varianti che ci fanno prevedere un numero molto più elevato di malati: il rischio è quello di dover di nuovo fronteggiare una ondata pesante di infezioni”. 

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Poi, ha proseguito, “Il lockdown ha un pregio e un limite: il pregio è quello di far crollare le infezioni, il limite è che se le situazioni non vengono ancora contenute, quando si riapre si torna daccapo”. 

“La soluzione sta nel vaccino.”

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.

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