GFVIP6, Alfonso Signorini vs la rete: “Siamo stanchi del politicamente corretto!”

Alfonso Signorini si schiera contro il web e le critiche che inducono a squalifiche inadeguate: il discorso del conduttore ai concorrenti del GFVIP6

La sesta edizione del GFVIP prende sempre più consistenza, il cast dei concorrenti scelti d’Alfonso Signorini in modo accurato e con una certa considerazione è al completo e sono state rivelate anche alcuni nuovi dettagli del format. Primo accenno alla Love Boat un’area della casa prestigiosa che a quanto pare nasconde una stiva che rappresenta l’ex tugurio.

Durante la seconda puntata ci sono stati anche i primi scontri come quello tra Soleil e Antinolfi che hanno avuto un chiarimento riguardo al loro flirt avuto qualche mese fa e finito prima del tempo. A fine puntata Alfonso Signorini ha ritenuto opportuno fare un discorso generico in merito agli attacchi che il GFVIP ha ricevuto negli anni scorsi su alcuni comportamenti discutibili dei concorrenti. Il conduttore ha posto l’accento soprattutto sul fatto che alcune esclamazioni fanno parte della vita reale e critiche inerenti al così detto politicamente corretto non saranno più tollerate:

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Come nella vita di tutti i giorni si può sbagliare” ha dichiarato Alfonso rivolgendosi ai concorrenti che ha tuttavia avvertito che alcune dichiarazioni offensive saranno comunque penalizzate. Ognuno sarà responsabile delle proprie azioni e parole che saranno valutate caso per caso considerandole a volte solo scivoloni di cattivo gusto e altre decisamente non accettabili.

Alfonso Signorini: “Saremo meno bacchettoni”

Alfonso Signorini ha poi specificato che le decisioni del GFVIP in merito agli scivoloni inadeguati saranno valutati in modo individuale, non ci sarà un atteggiamento riferito al politicamente scorretto ma soprattutto il GF sarà sicuramente meno bacchettone: “Gli scivoloni si pagano, ma quest’anno il GF con mia soddisfazione e gioia ha pensato di adottare nei confronti del politicamente scorretto un atteggiamento meno bacchettone. Perché ne abbiamo tutti abbastanza le tasche piene.

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Il direttore di Chi consapevole delle sue dichiarazioni ha poi sottolineato che occorre avere un comportamento meno critico soprattutto da parte degli utenti in rete sempre in prima linea a invocare le penalizzazioni: “Non appena parliamo abbiamo il terrore di cosa abbiamo detto. Appena sentiamo una parola invochiamo subito bodyshaming, metoo, minacce. Siamo consapevoli che i social siano sensibili su questi temi giustamente, ma a volte tutto acquista un tono surreale.”

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