Giro: ad Aru la battaglia, a Contador la guerra

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Ad Aru la battaglia, a Contador la guerra. Questo è il responso della ventesima tappa del Giro d’Italia, l’ultima in cui era possibile battagliare per la classifica. Infatti, come consuetudine, la tappa di domani con arrivo a Milano, sarà riservata ad un’iniziale passerella destinata a concludersi in uno scontro tra i velocisti <<superstiti>>. Un Giro pieno di sorprese e senza esclusione di colpi in cui, spesso, riuscire solo ad arrivare illesi ed entro il tempo massimo ha assunto, tappa dopo tappa, sempre più i connotati di una vera impresa.

Anche la frazione di oggi è stata in linea con quanto abbiamo visto nelle settimane precedente. Contador, forte del vantaggio di cinque minuti, stamattina è partito da San Vincent con l’idea di chiudere in bellezza la propria avventura in rosa arrivando per primo al traguardo di oggi transitante, tra l’altro, sulla cima Coppi, la cima più alta del Giro 2015. Ma, come questo sport ci insegna, tra il dire e il fare c’è sono di mezzo le montagne e le gambe.

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Prima di arrivare al Colle delle Finestre, le intenzioni del fuoriclasse spagnolo si sono tradotte col lavoro costante della sua squadra, la Tinkoff Saxo, salvo poi sciogliersi come la neve che popola, ancora, alcuni angoli di queste belle montagne non appena la Astana di Aru e Meana, ha dimostrato di essere ancora una volta la squadra più forte mettendosi a tirare sul serio.

Contador è stato isolato. Scena già vista in questo giro e che finora non aveva prodotto danni significativi al corridore spagnolo che non aveva mai mostrato segni di cedimento. Anche questa volta, infatti, sembrava che ciò si sarebbe ripetuto.

Quello che restava del gruppo maglia rosa è arrivato al tratto in sterrato. Dopo una prima fase di scaramucce, Landa Meana, una delle sorprese più piacevoli della competizione, decide di attaccare lasciando gli altri suoi compagni di avventura sul posto compresa la maglia rosa di Alberto Contador che, dopo un iniziale tentativo di riportarsi sulla ruota del connazionale, desiste.

Si tratta solo di un segnale di quello che sarebbe poi avvenuto dopo. Nel gruppo maglia rosa, si susseguono gli scatti e a quasi tre chilometri dalla vetta del Colle delle Finestre, Alberto Contador cede e resta da solo. Scollinerà a circa un minuto e mezzo da Landa Meana il quale, informato dall’Ammiraglia accarezza il sogno di terminare la propria giornata in rosa cercando di far crescere il proprio vantaggio sul connazionale e di recuperare, quindi, i cinque minuti che lo separava da questi in classifica generale. Per chi ha visto la corsa in diretta sembrava, infatti, possibile che la maglia più prestigiosa cambiasse padrone. Contador pareva essersi piantato. A trenta chilometri dalla fine, con molti chilometri in salita e da solo, la corsa della maglia rosa sembrava dirigersi verso un per nulla roseo traguardo.

Ma l’esperienza e l’intelligenza in questo sport possono aiutarti ad arrivare là dove le tue gambe sembrano non riuscire. Infatti, senza perdersi d’animo, Contador è riuscito ad alimentarsi e a limare i danni arrivando a circa un minuto/ un minuto e mezzo ai piedi dell’ultima salita prima del traguardo. Nel frattempo, l’ex gruppo maglia rosa con Aru, Hesjedal e Uran è riuscito a raggiungere Landa Meana il quale, si mette a disposizione del primo. Ordini di scuderia. Il capitano dell’Astana, infatti, resta il sardo che nel tratto più duro trova la forza per staccare gli altri e andare a vincere la tappa.

A quel punto non restava altro che aspettare l’arrivo di Contador per determinare il suo ritardo da Aru. Dimostrando forza di volontà e intelligenza, il corridore spagnolo riesce a limitare i danni arrivando a circa due minuti di ritardo dal vincitore della tappa.

L’avventura del Giro si è conclusa, per quanto riguarda la Generale, oggi. Contador ha dimostrato di essere il corridore più forte ed esperto, pur non avendo al proprio fianco una squadra all’altezza del compito. Infatti, pur avendo grandi nomi, la Tinkoff Saxo ha deluso le aspettative.

Aru e Landa Meana hanno dimostrato di poter legittimamente aspirare a vincere una grande corsa a tappe. La Astana è stata la squadra più forte ed ha cercato di fare il possibile per staccare Contador, riuscendoci solo oggi. Forse avrebbero potuto gestire meglio il duo Aru e Landa Meana e/o trovare un sistema per fiaccare prima le resistenze del vincitore del Giro. Ma si tratta solo di parole e di congetture. La corsa rosa si corre su strada, unico vero giudice dei corridori.

Domani, quindi, passarella finale e poi comincerà il count-down prima di un Tour de France che si preannuncia spettacolare. Nibali e Contador si affronteranno per la rivincita della sfida dell’anno scorso, sperando che, stavolta, nessuno dei due sia costretto a ritirarsi per cadute e problemi fisici.

Ma questa è un’altra storia.

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