Grace di Monaco

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Ci sono storie talmente straordinarie da divenire bagaglio della memoria collettiva di tutto il mondo. Storie così affascinanti che sembrano venir fuori da un film partorito dalle migliori menti della cinematografia. Storie che fanno rammentare quanto la realtà possa essere molto più avvincente della fantasia.

E i protagonisti di queste storie? Sono quelle figure il cui nome in un modo o nell’altro tutti conoscono. Nomi oggetto di ammirazione, discussione, affetto, i quali rappresentano tutto ciò che le altre persone vorrebbero essere, esempio di come qualche volta i sogni si avverano.

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Grace Kelly è uno di questi nomi. La persona che ha incarnato i desideri di amore, fama e gloria che tutte le donne conservano nel proprio cuore. Un’attrice che divenne la principessa simbolo della bellezza assoluta. Quasi come se la sua bellezza rivendicasse giustizia, la giustizia di essere onorata da un titolo nobiliare agognato dai sogni di qualunque donna.

 

01 (7)Grace Kelly nasce a Philadelphia, in Pennsylvania nel 1929. Famiglia di origini irlandesi, educazione rigorosamente cattolica, Grace scopre le sue aspirazioni artistiche probabilmente stimolata dal percorso dello zio paterno, famoso commediografo. Inizia giovanissima a lavorare come indossatrice, ma la sua bellezza non tarda ad aprirle le porte del cinema e nel 1951 all’età di 22 anni appare così nel suo primo film, 14° ora di Henry Hathaway. Ha inizio così la sua ascesa tra le stelle di prima grandezza del cinema mondiale, ritenuta da tutti la più grande bellezza mai apparsa sul grande schermo.

Ma Grace non è solo una donna bellissima, dimostra infatti un talento impressionante.

In pochi anni diventa la musa del regista Alfred Hitchcock sotto la cui direzione recita in tre celebri film: Il delitto perfetto; La finestra sul cortile e Caccia al ladro, sino al 1955 anno in cui ottiene il premio Oscar come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione ne La ragazza di campagna di George Seaton.

01 (4)La sua breve ma esplosiva parentesi cinematografica si interrompe nel 1956 con la commedia musicale Alta società, poiché durante la lavorazione del suo ultimo film in collaborazione con Hitchcock, Caccia al ladro, girato nel Principato di Monaco, conobbe il suo futuro marito, il Principe Ranieri III di Monaco.

Grace accetterà nel 1956 di unirsi in matrimonio col Principe Ranieri, abbandonando la sua carriera cinematografica. Ma ci fù un periodo nella vita della Principessa in cui il cinema tornò a bussare alle porte del suo palazzo. Un periodo nel quale fù fortemente combattuta nella scelta da compiere: tornare a calcare le scene del cinema, per il quale era una principessa ancor prima di esserlo ufficialmente, o continuare la sua nobile vita nel Principato.

 

01 (1)Grace di Monaco, il film del francese Olivier Dahan, regista de La vie en rose che valse il premio Oscar a Marion Cotillard per l’interpretazione della cantante Edith Piaf, racconta proprio quel periodo nella vita della Principessa Grace.

Il Principato di Monaco dopo anni di crisi e di declino conobbe negli anni ’50 la rinascita grazie proprio al trono di Ranieri III, che con l’aiuto del milionario greco Aristotele Onassis riuscì a trasformare il Principato in un importante polo turistico, risollevandone l’economia.

01 (3)Negli anni ’60 il piccolo Stato monarchico indipendente, bagnato dal Mar Ligure e confinante solo con la Francia, è minacciato dalla disputa tra il Principe Ranieri e il Presidente francese Charles de Gaulle. Sullo sfondo di questa nuova imminente crisi, la Principessa Grace affronta una battaglia interiore. Una crisi coniugale affiancata da una crisi di identità, che la attanaglia nell’indecisione di tornare a lavorare nel cinema, ricominciare a seguire la sua vocazione, la sua passione o continuare a vestire unicamente i panni di Principessa per contribuire alla risoluzione delle difficoltà che affliggono il regno.

 

La pellicola conta sul talento di due attori di prim’ordine per interpretare i Principi di Palazzo Grimaldi. Tim Roth veste i panni del Principe Ranieri, mentre Nicole Kidman ricopre il difficile ruolo di Grace Kelly. Compito difficoltoso per due motivi dalla medesima importanza: la bellezza incomparabile della Principessa, definita dal maestro Hitchcock come un “ghiaccio bollente”, cioè tanto algida e perfetta quanto sensuale; nonché la sua personalità carismatica e affascinante.

MONACO-ROYAL-RAINIER-DEADIl film come suddetto si focalizza su quel preciso momento storico, nel tentativo di analizzare il tormento interiore della protagonista divisa tra dovere e passione. Ma tante sono le critiche mosse contro questo lungometraggio ancora prima della sua uscita nelle sale italiane, prevista per il 15 maggio 2014. Critiche alimentate sicuramente dalle accuse mosse da parte della famiglia monegasca.

I figli di Ranieri e Grace infatti, il Principe Alberto II, Caroline e Stephanie hanno accusato la pellicola di ritrarre la figura del padre in una maniera molto lontana dalla realtà e di narrare determinati avvenimenti completamente inventati.

 

01 (5)Sono molteplici i motivi che rendono rischiosa, per molti aspetti, la lavorazione di un film del genere. Un biopic dedicato a un personaggio talmente celebre da essere un’icona dello spettacolo, dell’attualità e della storia. Decidere se rappresentare tutto l’arco esistenziale di una persona o se sceglierne un frammento. Decidere su quale spunto narrativo porre l’accento per renderlo evidente all’attenzione di tutti. I motivi possono essere alcuni tra questi ma il motivo principale è ovviamente l’esistenza stessa del progetto, sviluppato sulla vita, o su una parte di essa, di una figura scomparsa tragicamente e alla quale tutti sono affezionati.

La principessa Grace scompare vittima di un incidente stradale nel 1982, a soli 52 anni.

La sua prematura scomparsa è un avvenimento che rimane purtroppo impresso nella storia mondiale tanto quanto la sua fama, ma ciò nonostante la sua bellezza, il suo talento e soprattutto la sua personalità e la sua devozione alla famiglia, sono tutte cose che non offuscheranno mai il mito di una donna divenuta leggenda.

1 commento

  1. Questa bellissima donna mi ha da sempre affascinata, credo che nessun altra potrà eguagliare la seduzione nascosta nel suo sorriso. Complimenti per l’articolo Giulio.

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