Economia

Hikikomori, i nuovi numeri tra Italia e Giappone

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Business Insider insieme a Hikikomori Italia tornano a parlare di una piaga sociale che in Giappone, Italia e altre parti del mondo colpisce i giovani. Un disagio che porta ragazzi e ragazze tra i venti e i trent’anni ad isolarsi e chiudersi per sempre nella propria stanza. Hikikomori che significa stare in disparte ne avevamo parlato anche noi un anno fa. I numeri da allora sono cambiati in peggio. In Giappone si sono registrati milioni di casi mentre in Italia siamo arrivati a centomila casi accertati di auto reclusione. Dalle scuole alle famiglie, arrivano ogni giorno 10 segnalazioni, richieste di aiuto per intervenire sui figli che hanno deciso di non uscire più dalla camera nemmeno per mangiare o permettere ai genitori di pulire dove dormono. Il numero sembra destinato a crescere e a peggiorare per la fascia d’età 24/25 anni fortemente provata dalla difficoltà disoccupazione e dalla crisi economica.

Hikikomori e neet: due situazioni che si identificano?

Il fenomeno degli Hikikomori si intreccia fortemente, come spiega anche Business Insider, con il problema dei neet. Sono i giovani in età occupazionale che non studiano e non lavorano, vivono in una stasi perenne senza iniziativa, decisioni e progettualità. Su questa condizione pesano anche fattori psicologici, sociali e famigliari ma l’Hikikomori, rispetto a quanto descritto, è un problema differente.

Chiaramente, il rinchiudersi patologico in casa rovina le condizioni sociali, professionali ed economici di chi soffre questo disturbo. I neet non è detto che si autoescludano sempre o che manchino di vita sociale, si presentano come sfiduciati e senza iniziativa verso il lavoro e lo studio. In entrambi i casi gravano la sfiducia verso il futuro, la mancanza di risposte sociali e professionali interessanti, che attivano e stimolano la presa di iniziativa. In Italia come in Giappone, pesano delle condizioni pressanti che possono venire dal contesto sociale e familiare molto rigido.

L’Hikikomori può nascere in contesto scolastico o universitario, forme di bullismo, problemi scolastici o di studio, pressioni o problemi famigliari pesanti possono portare i giovani alla scelta e alla condizione psicologica di auto rinchiudersi ed escludersi.

Quali strumenti e cure possono aiutare i giovani a disagio e le loro famiglie?

L’associazione italiana Hikikomori riceve tantissime richieste di aiuto in tutta Italia, sia dalle scuole che dalle famiglie. In Lombardia sono impegnate ben 10.000 persone per ricevere le richieste e dare prima assistenza alle famiglie che necessitano di aiuto. Gli strumenti messi in atto per aiutare le famiglie e gli hikikomori che si rendono conto della propria situazione di disagio sono diversi. L’associazione spiega che ci sono interventi mirati che tengono conto anche della diversità regionale perché spesso il contesto influisce sulle motivazioni che fanno sorgere il disturbo sociale. Visto che gli hikikomori vivono di Internet, sono nate delle chat dove possono chiedere aiuto, manifestare il proprio disagio, iniziare così il loro percorso di uscita.

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