Salute
I contagi da Covid-19 derivano dalla lingua parlata? Ecco l’esperimento giapponese

Un’inusuale teoria, in Giappone, mostra il motivo secondo cui, sarebbero presenti un numero nettamente inferiore di contagi da Coronavirus in questo Stato, in virtù del fatto che la lingua parlata giapponese, diffonde meno goccioline di saliva, rispetto alla lingua americana.
Questa teoria, è stata mandata in onda, in un programma televisivo giapponese, mediante un test sperimentale, che ha svelato proprio quanto le parole pronunciate dai giapponesi, emanerebbero una quantità nettamente minore di particelle di saliva nell’aria, rispetto alla lingua inglese.
I conduttori televisivi del programma, hanno fatto enunciare ad una donna la frase “questa è una penna“, dinanzi ad un fazzoletto di carta, molto leggero, prima in lingua giapponese, successivamente poi in inglese. Il movimento del fazzoletto, rappresenta lo strumento attraverso cui, misurare la quantità di aria emanata dalla donna, mentre si parla. Il risultato, indica che il fazzoletto si muove maggiormente, quando si pronuncia la frase completa in lingua inglese. Per cui, questo esperimento, dimostrerebbe, il motivo per cui, l’epidemia in Giappone, sia più leggera e meno profusa.
Nessun collegamento tra contagi e lingua parlata
L’intento dell’esperimento, è quello di dimostrare che, chi parla la lingua inglese, potrebbe maggiormente contagiare ed essere contagiato, a dispetto di coloro che parlano la lingua giapponese. Gli esperti presenti all’interno dello studio televisivo, insieme agli altri ospiti in studio, però, hanno espresso la loro forte incertezza, in merito a tale confutazione, dichiarando, che non può esistere una connessione tra il tasso di contagio, la diffusione del virus e la lingua parlata.
Gli esperimenti del Giappone in merito alla diffusione del virus
Il Giappone, non è nuovo ad esperimenti di questa tipologia. Poche settimana fa, aveva conseguito un altro test sperimentale, secondo cui il virus, si trasmetterebbe, attraverso le mani, in maniera rapida. L’esperimento, faceva riferimento ad un gruppo di persone, situate in una sala con un buffet, che si servivano da sole. Ad una di queste persone, era stato steso, sulle proprie mani, un gel che simulasse il coronavirus. Il risultato ha evidenziato, come il gel si trovasse anche sulle altre persone, e sugli utensili da cucina, quali posate, vassoi, e quindi l’alta contagiosità del virus, tramite le mani.









