Salute
Il Brasile testerà il vaccino di Oxford per sconfiggere il Covid-19

A causa del peggioramento del fenomeno Covid in Brasile è stato ufficialmente dato il nulla osta dalla Agência Nacional de Vigilância Sanitária (Anvisa) per testare il vaccino frutto della collaborazione tra l’Università di Oxford e la casa farmaceutica Astra Zaneca. Sostanzialmente una delle nazioni più grandi al mondo potrebbe, di qui a breve, testare una possibile cura per il Covid-19.
L’accelerazione per testare il vaccino è stata frutto del peggioramento delle condizioni della popolazione brasiliana. Nelle ultime ore infatti si contano più di 30 mila positivi in più rispetto a ieri e 904 morti in più. Il bilancio ufficiale del Brasile è davvero tragico, parliamo di 35 mila decessi confermati e quasi 650 mila positivi.
Purtroppo sembra, che questi dati siano solo parzialmente esatti, il ministro del Supremo Tribunale Federale ha pubblicamente accusato il Ministro della Salute di star nascondendo quello che è il numero reale dei decessi.
Maggiori dettagli sul vaccino e sulle modalità del test
Secondo i canali di comunicazione brasiliani pare che attualmente siano circa 2000 i soggetti volontari che si sottoporranno al vaccino. La sperimentazione però sarà preceduta da alcune fasi per rendere meno pericoloso il tutto. Innanzitutto occorre che gli esperti selezionino i candidati e che il test Covid sia il più veloce possibile. I positivi infatti verranno esclusi dal test, alla fine di queste fasi ai soggetti verrà iniettato il vaccino e verranno monitorati per 12 mesi. I 12 mesi sono fondamentali in quanto il Covid-19 è un virus che muta continuamente ed è possibile che un vaccino prima sia efficace e successivamente no a causa della mutazione del virus.
Questo potrebbe essere un grande passo non solo per il Brasile, nazione ormai piegata dal nemico invisibile, ma anche per l’intero pianeta. Un vaccino funzionante infatti è l’unico rimedio per distruggere e debellare finalmente questo virus.
Leggi anche: Coronavirus: il vaccino italiano potrebbe essere testato in autunno sull’uomo









