Arriva la bocciatura definitiva da parte del CNEL presieduto da Renato Brunetta per quanto riguarda la proposta sul Salario Minimo. L’assemblea ha bocciato a maggioranza la proposta di Salario Minimo preferendo la via tradizionale della contrattazione collettiva. Questo è quanto emerge negli ultimi minuti: 39 voti a favore e 15 contrari su 54 votanti. Ad esprimere parere contrario Cgil, Uil e Usb e i 5 consiglieri di nomina presidenziale.
Il documento approvato è composto da 41 pagine e ha come titolo «Elementi di riflessione sul salario minimo in Italia». In precedenza lo studio aveva avuto il consenso dell’80% dei componenti della Commissione informazione del CNEL che lo avevano trasmesso ai 64 membri del Consiglio che proprio oggi si sono pronunciati nell’assemblea plenaria, rispettando la tempistica prevista dalle norme. Ad agosto il presidente Giorgia Meloni aveva incaricato il Cnel di elaborare in due mesi un documento con analisi e proposte per quanto riguarda la proposta del salario minimo. Il Salario Minimo entrerà nella discussione parlamentare dal 17 ottobre presso l’Aula di Montecitorio.
Si prosegue con la contrattazione collettiva
Il CNEL dunque boccia la proposta dell’opposizione e dei sindacati, preferendo i minimi salariali contrattuali esigibili. Dunque si continui la strada dell’adeguamento salariale tramite la contrattazione collettiva e l’ampliamento della stessa, questo è il messaggio che il CNEL manda alla politica. Importante anche la richiesta dell’assemblea al governo di le risorse a sostegno della contrattazione collettiva, dell’occupazione di qualità, del welfare aziendale, della bilateralità.










