Le piramidi e l’energia libera di Tesla. Nell’antico Egitto si usava l’energia elettrica?

Le piramidi, tombe dei faraoni, hanno da sempre, affascinato l'umanità. L'antico Egitto edificò la propria società sull'idea dell'oltretomba.

Le piramidi sono delle imponenti costruzioni che, nonostante i millenni trascorsi, ancora ci impressionano viste le loro ciclopiche dimensioni.

È come se le magnifiche tombe dei faraoni fossero state erette da esseri superiori, da giganti. Del resto, non c’è da stupirsi: la civiltà egizia ha edificato la sua stessa società sull’idea dell’otretomba, sulla morte e su una naturale prosecuzione dell’essere una volta passato a miglior vita. Prima di andare avanti ci teniamo a precisare che questo articolo non rappresenta una determinata realtà storica, ma propone solo alcune teorie, niente affatto dimostrabili.

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Ognuno quindi è libero di credervi o meno. Il dubbio, ovviamente, permane e probabilmente ciò che andremo a sciorinare sono solo mere favole campate per aria. Tuttavia, Adam Kadmon dice che ogni favola ha una sua morale. Nikola Tesla, geniale scienziato e inventore serbo e naturalizzato statunitense, avrebbe fatto sua un tipo di energia che era già utilizzato all’interno della piramide di Giza.

Il progresso delle cività

L’idea che una civiltà progredisca da uno stato primitivo a uno più avanzato è una tesi tanto cara agli evoluzionisti che stanno cercando di applicare a oltre 200mila anni di storia umana. Ora, se volessimo per un attimo allontanarci dai pregiudizi evoluzionistici e volessimo aprire la nostra mente alle referenze storiche e alle scoperte da parte di studiosi come gli archeologi, potremmo notare come nell’antichità molte civiltà da noi considerate “primitive” già utilizzavano una tecnologia molto avanzata.

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Le conoscenze scientifiche delle antiche civiltà

Resti dei maya, dei sumeri e della stessa civiltà egizia indicano che rami della scienza come l’energia elettrica (elettromagnetismo, elettrochimica), idrologia, metallurgia, chimica, fisica, biologia e medicina erano abbondamente utilizzati. L’elettricità sarebbe stato un tipo di energia conosciuto e ampiamente sfruttato nell’antico Egitto. Alcuni esempi che potrebbero convalidare tale ipotesi sono scoperte quali le prime lampade ad arco o la batteria di Baghdad, prodotti tecnologici tranquillamente usati all’epoca.

L’utilizzo dell’energia elettrica nell’antico Egitto

Ma quanto gli egizi conoscevano questa meravigliosa, quanto temibile energia chiamata “elettricità“? Un attento esame della civiltà dei faraoni rivelerebbe un uso quotidiano di essa, tramite un sofisticato sistema di illuminazione. Nei corridoi delle piramidi non è stata mai trovata traccia di fuliggine oppure nelle tombe degli stessi sovrani. Forse queste aree venivano illuminate tramite elettricità. Alcune analisi accerterebbero (il condizionale è d’obbligo) come gli egizi utilizzassero torce alimentate da fonti senza fili.

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Prendiamo come esempio una delle sette meraviglie del mondo antico, il Faro di Alessandria. Esso era funzionante tramite l’utilizzo di una lampada ad arco. Questa sarebbe un’ulteriore prova che l’energia elettrica sarebbe stata conosciuta e utilizzata dalla civiltà egizia. L’energia necessaria per alimentare il precitato faro ventiquattro ore al giorno avrebbe potuto essere garantita esclusivamente da una grande fonte energetica regolare. Esiste la teoria che le piramidi egizie sarebbero state gigantesche centrali elettriche.

Piramidi: Giza una gigantesca centrale elettrica?

La piramide di Giza potrebbe essere stata una gigantesca centrale elettrica. Secondo alcune ricerche le piramidi in passato avrebbero sfruttato una tecnologia per certi aspetti simili a quella usata dal geniale scienziato del ventesimo secolo, Nikola Tesla, con la Wardenclyffe Tower a Colorado Springs. Secondo le informazioni riportate su Dionidream.com, le piramidi sarebbero state usate come materiali conduttori e isolanti. Da notare come le stesse tombe furono costruite su terreni ad alta densità radiattiva.

Questa energia scaturita dalle piramidi sarebbe stata dunque convertita e combinata con radiazioni cosmiche tramite la punta in oro della costruzione stessa. Così si sarebbe prodotta energia sufficiente per alimentare un monumento grandioso come lo stesso Faro di Alessandria. Analizzando varie scoperte e testimonianze storiche e archeologiche, con un po’ di fantasia potremmo immaginare le antiche civiltà molto diverse da come ce le fanno studiare nelle scuole e nelle univesità. Sicuramente, quando si parla di certi temi, è facile passare dalla divulgazione storia (e scientifica) al becero complottismo. Bisogna quindi fare molta attenzione e andare “a tentoni” con sole ipotesi, senza avere la presunzione di avere la verità in tasca.

Il contributo di Tesla

Come informa il blog Iam44, il dottor Nikola Tesla avrebbe perseguito una conoscenza scientifica già meditata dagli antichi costruttori egizi: obelischi, piramidi e pietre erette genererebbero un flusso costante di ioni negativi che possono essere usati per il miglioramento degli ecosistemi e rendere più rigogliosa la flora del nostro pianeta. Tesla nacque a Smiljan (Croazia) il 10 luglio 1856 e morì a New York il 7 gennaio 1943. Questo vero e proprio prodigio della scienza fu il più grande inventore nel campo dell’elettromagnetismo.

Nel 1977, in occasione delle celebrazioni del centoventesimo anno della nascita di Nikola Tesla, organizzate dall’Accademia Yugoslava delle Arti e delle Scienze, la casa editrice Školska knjiga di Zagabria pubblicò un’autobiografia dello scienziato, dal titolo “Le mie invenzioni”. In essa, Tesla descrive il motivo e il contributo di una delle sue costruzioni, la Wardenclyffe Tower a Long Island, che per diverse ragioni non venne ultimata, non entrando quindi mai in funzione.

Nel capitolo 5 del libro, raccontando un fenomeno che vide in prima persona, Nikola Tesla intuì che l’acqua è vita, la fonte primaria di sussistenza per ogni essere vivente. L’acqua è capace di rendere verde un deserto, dove le forme di vita sono molto limitate. L’idea di Tesla sarebbe stata quella di creare un dispositivo che producesse fulmini per creare pioggia e utilizzarla per rinverdire le zone aride della Terra. La  Wardenclyffe Tower di Tesla, se funzionante, avrebbe presumibilmente impiegato un trasformatore per creare alta tensione, e produrre una scarica ionica senza fiamma ad alta energia invece dei fulmini naturali. E cosa c’era come base per questa meraviglia tecnologica? Proprio una piramide a otto facce con in cima un emisfero! Il tutto sarebbe dipeso sempre dalla punta, che sarebbe stato il vero e proprio conduttore di energia elettrica.

La maggior parte delle informazioni sono state prese dal canale Youtube Articolo 21 Costituzione Italiana, per la precisione dal seguente video che proponiamo per correttezza. Buona visione!