Le 7 meraviglie del mondo antico: storia, info e curiosità

L 7 meraviglie del mondo antico furono costruite più di 2000 anni fa e rappresentano le più grandi opere artistiche del mondo greco-romano.

Colosso di Rodi
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Le 7 meraviglie del mondo antico furono opere imponenti scaturite dall’estro e dalla genialità di grandi uomini del passato, che tramite le loro creazioni fecero impallidire l’umanità. Le 7 meraviglie furono stilate da autori greci e romani, tramite un’opera di discernimento dei più grandi artifici del mondo allora conosciuto. Come informa Wikipedia, sono chiamate anche le 7 meraviglie classiche o 7 meraviglie antiche per distinguerle da quelle del mondo moderno. Anche se probabilmente l’opera di scelta venne fatta tempo prima, la lista canonica delle 7 meraviglie risale al III secolo a.C.

In effetti, in quest’epoca vediamo menzionato il Faro di Alessandria (costruito tra il 300 e il 280 a.C.) e il Colosso di Rodi, crollato nel 226 a.C. a causa di un terremoto. Costruite tutte più di 2000 anni fa, esse furono visibili contemporaneamente solo nella fascia temporale che va dal 250 al 226 a.C. poiché in seguito andarono a scomparire una dopo l’altra per vari motivi. L’unica meraviglia del mondo antico a sopravvivere ancora oggi è l’imponente Piramide di Cheope, che è peraltro la più antica di tutte.

Dove erano situate le 7 meraviglie del mondo antico?

Le 7 meraviglie del mondo antico erano situate in Grecia, Egitto, Asia Minore e Mesopotamia (l’attuale Iraq). Si trovavano tutte all’interno dei territori conquistati da Alessandro Magno. Tra i testi che menzionano le 7 meraviglie del mondo antico, il più antico è certamente una poesia scritta da Antipatro di Sidone nel 140 a.C. Nel corso degli anni furono redatte svariate liste delle 7 meraviglie del mondo, tanto che l’archeologo Jean Pierre Adam ne conta in tutto 19. Esse furono pubblicate tra il II e il XIV secolo. Andiamo a vedere adesso quali furono le 7 meraviglie del mondo antico.

La Piramide di Cheope

piramidi pixabay

La Piramide di Cheope è stata per millenni considerato l’edificio più alto del mondo, con una base di 230 metri e un’altezza di 146,6 metri. Come spiega lo youtuber Flipped Prof, per rivestirla ci fu bisogno di ben 2.300.000 blocchi di pietra calcarea proveniente dalla cave di Tura. Tale rivestimento, tuttavia, è andato perduto nel corso del tempo. Secondo Erodoto, necessitarono per la sua costruzione 100 mila operai, anche se tale cifra sembra essere un po’ esagerata. Del resto, Erodoto era famoso per enfatizzare diverse storie e caratteristiche di alcuni popoli. Gli operai stessi abitavano in un quartiere adiacente la piramide. Essa venne costruita come tomba del faraone Cheope, regnante sull’Egitto intorno al 2560 a.C.

I Giardini pensili di Babilonia

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I Giardini pensili di Babilonia rappresentano l’unica opera fittizia tra le 7 meraviglie del mondo antico, in quanto la loro esistenza è incerta. Come precisa il portale de La Tela Nera, in tutta la storia, a differenza di altre costruzioni, non esiste alcuna fonte coeva che possa attestare l’edificazione di tale monumento. La costruzione dei Giardini pensili si fa risalire al regno di Nabucodonosor, sovrano amante dell’edilizia. Eppure, le fonti babilonesi tacciono riguardo l’opera. Ammesso che siano esistiti, cos’erano tali Giardini pensili? E perché un simile nome?

A venirci incontro è Giuseppe Flavio, il quale nelle Antichità giudaiche si rifà alla Storia di Babilonia, opera di Berosso, sacerdote babilonese del dio Marduk. Parlando delle imprese di Nabucodonosor, Giuseppe Flavio menziona il palazzo del re, in cui fece ammassare “pietre su pietre, fino a ottenere l’aspetto di vere montagne, e vi piantò ogni genere di alberi, allestendo il cosiddetto “paradiso pensile” perché sua moglie, originaria della Media, ne aveva grande desiderio, essendo tale l’usanza della sua patria”.

Il Tempio di Artemide a Efeso

tempio di Artemide pixabay

Il Tempio di Artemide a Efeso, chiamato anche Artemisium, era un imponente e stupendo luogo di culto costruito intorno al 550 a.C. Come informa il portale Drogbaster.it, quando il bellissimo monumento fu incendiato nel 356 a.C. esso fu di nuovo ricostruito, altrettanto grande ma decorato in maniera ancor più complessa. Fu proprio questa seconda versione del tempio di Artemide a essere collocata tra le 7 meraviglie del mondo antico. Il tempio di Artemide fu ulteriormente distrutto durante l’invasione dei Goti del 262 d.C. ma non fu più ricostruito.

La Statua di Zeus a Olimpia

La statua di Zeus a Olimpia era alta 13 metri. Si trovava nella cella del santuario del dio a Olimpia. Crisoelefantina in quanto la statua venne costruita utilizzando oro per gli abiti e avorio per il corpo. Si tratta della più imponente opera dello scultore Fidia. A partire dal V secolo d.C. il tempio a Olimpia cadde in rovina e la statua venne trasferita nel palazzo di Lauso (funzionario di corte di re Teodosio) a Costantinopoli, divenendo parte della sua immensa collezione di opere d’arte. Un incendio, purtroppo, distrusse l’edificio e con esso anche la statua di Zeus.

Il Faro di Alessandria

Il Faro di Alessandria, costruito tra il 300 e il 280 a.C., è considerata una delle opere più avanzate tecnologicamente dell’epoca. Fu costruito sull’isola di Pharos, accanto al porto di Alessandria d’Egitto. Rimase funzionante fino al XIV secolo, quando venne distrutto in seguito a due terremoti. Come leggiamo da Nautica Report, esso venne fatto costruire dal mercante greco Sostrato di Cnido. Il progetto iniziò sotto il regno di Tolomeo I Soter, per poi terminare sotto il regno del figlio Tolomeo II Filadelfo. Il faro consentiva di segnalare la posizione del porto alle navi di giorno, tramite specchi di bronzo lucidati riflettenti la luce del sole fino al largo, di notte venivano utilizzati dei fuochi.

Il Mausoleo di Alicarnasso

Il Mausoleo di Alicarnasso (conosciuta al giorno d’oggi come Bodrum, in Turchia) fu un’immensa opera funeraria fatta costruire da Mausolo, governatore della provincia persiana di Caria (Asia Minore) dal 377 a.C. fino alla sua morte. Come informa Studia Rapido, il Mausoleo, alto più di 40 metri, lo conosciamo per quello che fu un tempo grazie ad alcuni frammenti descriventi la sua struttura. Il monumento era caratterizzato da oltre 360 statue raffiguranti esseri umani, animali e scene mitologiche, tra cui l’Amazzonomachia, ovvero, la lotta tra i greci e le amazzoni.

Il Colosso di Rodi

Rodi è una delle isole della Grecia più conosciute e anche nell’antichità era molto frequentata. Come informa Vanilla Magazine, l’isola si trovava proprio all’incrocio tra due rotte marittime unenti oriente e occidente. Rodi è anche la patria del famoso Colosso, gigantesca statua bronzea raffigurante il dio Helios. L’opera venne affidata a Carete di Lindo e terminata in un arco di tempo pari a 12 anni. La statua era alta 32 metri. Ancora non si sa bene dove fosse allocata. Studi recenti optano per una collocazione su una collinetta orientata nella direzione del porto.

È possibile che la statua fungesse anche da faro. Sembra che il Colosso di Rodi tenesse in mano una torcia infatti. La statua, completata nel 293 a.C., venne distrutta nel 226 a.C. a causa di un violento terremoto. Un oracolo sconsigliò ai rodiesi di ricostruirla, ma nonostante tutto, erano numerosi i visitatori giunti da lontano per ammirare gli imponenti resti del dio Helios. Non si sa se quel che rimase del Colosso dopo il terremoto si trovasse in acqua o a terra. Fatto sta che nel 654 d.C. gli arabi vendettero la statua a un ebreo di Homs. Del dio Helios si persero rapidamente le tracce di conseguenza.

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Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!