Scienza

Il fumo provoca depressione e schizofrenia, nuovo studio scientifico

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Una nuova ricerca,i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Psychological Medicine, posta in essere dai ricercatori dell’Università di Bristol ha fatto una scoperta sensazionale. 

Il fumo è idoneo a sviluppare forme di depressione e di schizofrenia.

È noto che molti soggetti depressi o schizofrenici sono dei fumatori abituali. È stato necessario comprendere però se si tratta di una causalità o di una relazione scientificamente apprezzabile. 

Il quesito fondamentale è: la malattia mentale aumenta la probabilità di fumare o il fumo stesso è un fattore di rischio per la malattia mentale? È necessario scindere l’oggetto della valutazione dalla valutazione dell’oggetto. 

Lo studio dei ricercatori 

I ricercatori componenti il team di ricerca sull’alcol e il tabacco dell’Università di Bristol, insieme al centro di ricerca biometrica ha cercato di dare una risposta al quesito. 

I ricercatori, per poter avere risultati maggiormente attendibili, hanno utilizzato un approccio analitico chiamato “Randomizzazione Mendeliana”. Essa utilizza delle varianti genetiche associate ad una determinata esposizione (fumo ad esempio).

Il risultato dello studio è stato abbastanza chiaro ma non è riuscito a sciogliere definitivamente il dubbio. È stato provato che il fumo aumenta notevolmente le probabilità di diventare depressi o schizofrenici. Dalla ricerca però è stato rilevato che i soggetti schizofrenici e depressi hanno una maggiore possibilità di avvicinarsi al fumo. 

L’aspetto più importante dello studio è l’aver dimostrato scientificamente che il fumo fa male allo stato della mente. È fondamentale una attività di sensibilizzazione su tutti i pericoli derivanti dal fumo, non solo mentali ma anche fisici. Purtroppo negli ultimi anni sono moltissimi i ragazzi con età compresa dai 13 ai 16 anni che iniziano a fumare. 

Ovviamente essi sono inconsapevoli di tutti i problemi che possono derivare da ogni sigaretta fumata ogni giorno. Proprio per questo è fondamentale pubblicizzare al massimo i risultati di questi studi scientifici per scoraggiare i giovani fumatori e per informare i fumatori incalliti.

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