Il pop ”strega” il cervello

sono stati trovati degli algoritmi che potrebbero dar vita alle hit. E' stata condotta una ricerca in merito.

I grandi successi della musica pop hanno un segreto che finalmente è stato svelato. Gli accordi di pezzi storici quali ”I want you” dei Jackson 5 oppure ”Obladì Obladà” dei Beatles danno vita a felicità ed entusiasmo.

Uno studio effettuato dall’Istituto Max Planck di Scienze Cognitive, Umane e Cerebrali – in Germania – in collaborazione con l’Università di Bergen in Norvegia. I risultati che sono stati pubblicati affermerebbero che si potrebbero creare degli algoritmi utili alla produzioni di hit di successo.

Un’intelligenza artificiale ha calcolato degli algoritmi musicali

Grazie a questa intelligenza artificiale, si potrebbe quantificare matematicamente il grado di gradimento o meno nascosto in circa 80.000 accordi entrati nella Billboard (notissima classifica musicale americana) dal 1958 al 1991. Oltre ai mille accordi (eliminati dal ritmo e della melodia originale) sono stati fatti ascoltare a 39 persone col fine di giudicarne la piacevolezza. E’ stato condotto un altro studio su 40 persone che hanno ascoltato gli stessi accordi, contemporaneamente il loro cervello era monitorato con una risonanza magnetica funzionale.

I risultati che ne sono derivati dimostrano quanto segue: durante l’ascolto la sensazione di piacere si scatena quando si è sorpresi da uno stacchetto musicale inatteso. Allo stesso tempo siamo ugualmente felici se proviamo piacere quando siamo incerti dell’accordo che stiamo per ascoltare, ma se ne ascoltiamo uno prevedibile che ci rassicura siamo sereni.

Il piacere suscitato dalla musica è uno specchio per il cervello specialmente in tre regioni: amigdala (che processa le emozioni), ippocampo (sede della memoria e dell’apprendimento), corteccia uditiva (elabora i suoni). Gli autori affermano che: “la musica potrebbe scatenare piacere incoraggiando l’ascoltatore a creare aspettative su ciò che starà per ascoltare. Una volta che il brano evolve egli sarà in grado di lasciarsi trasportare dal ritmo e dalle sensazioni.

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Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.