Il trucco per scoprire la password Wifi altrui, e cosa dice la legge

Quali sono le app per scoprire le password altrui? Sono legali?

Avete intenzione di scoprire la combinazione precisa di numeri e parole della password della connessione Wi-Fi del vostro vicino? Ebbene oggi grazie ad alcune applicazioni, facilmente scaricabili sui vari store, è possibile farlo!

Però c’è un avvertimento, prima di continuare nella lettura sappiate che forzare una password Wi-Fi è illegale, quindi potrete utilizzare le applicazioni di seguito solo per fare dei test. Inoltre abbiamo approfondito la parte su cosa dice la legge in merito!

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Tra le app più utilizzate c’è Wi-Fi Tester, essa riesce a sfruttare la vulnerabilità di alcuni modem per calcolare, attraverso appositi algoritmi, la corretta chiave Wi-Fi. Ovviamente tale app è totalmente inutile se la password del modem è stata modificata, in questo caso è quasi impossibile calcolarla, almeno con queste app. 

Come funziona Wi-Fi tester?

Innanzitutto è necessario scaricare Wi-Fi tester dallo store dello smartphone, una volta terminato il download è necessario attendere qualche secondo per l’istallazione attraverso un apposito gestore di file e il gioco è fatto. Una volta istallata occorre aprirla per controllare l’elenco di tutte le reti presenti nelle vicinanze.

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Per scoprire la password altrui è sufficiente cliccare su una rete, sarà stesso l’app a suggerire quelle la cui password può essere decifrata, e vi apparirà sullo schermo la password della rete selezionata. Per effettuare tale operazione occorrono veramente pochissimi minuti. Wi-Fi Tester non è sicuro al 100%, esistono alcuni modem infatti la cui password non può essere calcolata attraverso tale app. Principalmente i modem Tp-Link sono molto sicuri e le varie app presenti sugli store sono inefficaci.  

Leggi anche: Esiste un luogo dove il Wifi è illegale

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Le migliori applicazioni per trovare le password wifi protette

Generalmente le migliori app riescono a raccogliere informazioni sul nome (a/b/g/n/ecc), e frequenza (2.4Ghz or 5Ghz), riescono a rivelare la potenza del segnale, misurano addirittura la velocità dei pacchetti (Download, Upload).

  • Tra le app più utilizzate c’è NetSpot, questa viene principalmente utilizzata su Android e di recente gli sviluppatori la stanno adattando anche per gli utenti Windows e Apple. 
  • Un’altra app molto utilizzata è “Analizzatore Wi-Fi” sempre per Android, essa oltre a svelare la password del Wi-Fi è in grado anche di mostrare la potenza del segnale. 
  • Wi-Fi Finder: è davvero molto comoda perché ci mostra tutte le reti Wi-Fi nelle nostre vicinanze su un’apposita mappa. Oltre ad indicare le varie reti indica anche le varie modalità per poterle raggiungere. Nel caso foste in giro, ed avete bisogno di connettervi questa è sicuramente un’applicazione molto utile.

Volete invece scoprire se hanno rubato la password del vostro Wi-Fi

Se non avete intenzione di “rubare” la password del modem altrui ma avete il timore che qualcuno lo stia facendo a voi allora Fing è l’applicazione che vi serve. In caso di dubbi, riguardanti il fatto che la propria connessione di casa o dell’ufficio sia utilizzata da soggetti terzi non autorizzati, allora con Fing sarà possibile individuarli ed isolarli per evitare che continuino a sfruttare la connessione senza il permesso. 

È legale forzare le password altrui? Vediamo cosa dice la legge

Molti non sanno che appropriarsi, senza alcuna autorizzazione, della password della connessione Wi-Fi altrui non è un comportamento giuridicamente irrilevante.

Molte volte infatti utilizziamo applicazioni e software vari senza leggere attentamente le modalità di uso, termini ecc. Leggere l’altrui password con questi dispositivi, contrariamente da come si pensa in generale, non è privo di conseguenze. Questa condotta ovviamente non è consentita nel nostro ordinamento giuridico.

E le applicazioni sopra menzionate, sono state progettate, almeno sulla carta, per testare la vulnerabilità del proprio modem e non per scoprire le password di altri. Ovviamente gli utenti, una volta comprese le potenzialità del software, non si limitano ad utilizzarla per testare soltanto la resistenza della propria password. 

Vediamo esattamente in quale reato si può incorrere

Forzare una connessione altrui senza alcuna autorizzazione può integrare il reato di “Accesso abusivo a sistema informatico” previsto e punito dall‘art. 615 ter c.p. che al comma 1 prescrive: “Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni“. La norma punisce due condotte:

  •  l’accesso non autorizzato in un sistema informatico o telematico protetto;
  •  il mantenimento in esso contro la volontà del gestore.

Perché si configuri il reato è sufficiente la violazione del sistema informatico, a prescindere da una effettiva acquisizione dei dati. Difatti, la ragione che giustifica la presenza nel nostro ordinamento di tale disposizione si coglie nella considerazione che i luoghi di dimora non sono intesi solo nella loro materialità, ma anche come proiezione spaziale della persona, la cui libertà individuale si estrinseca anche nell’interesse alla tranquillità e sicurezza dei propri sistemi informatici.

Il discorso cambia se invece la connessione Wi-Fi non è protetta da nessuna chiave, in tal caso non è possibile ipotizzare nessun tipo di illecito. Ad essere precisi però, se il vicino dovesse avere una connessione dati limitata, è possibile parlare addirittura di furto. Tale illecito nasce dalla condotta di chi utilizza gli altrui Kilobytes (limitati) privandone l’utilizzo al legittimo proprietario o comunque lo obbliga a corrispondere una maggiorazione sulla bolletta a causa dell’altrui utilizzo abusivo. 

Preme, pertanto, avvisare gli utenti delle svariate app svela password, che fare un utilizzo sbagliato delle stesse può essere fonte di responsabilità sul piano giuridico. Molto probabilmente in futuro, proprio a causa dell’utilizzo spregiudicato e senza controllo di tali applicazioni, e non solo, verranno istituiti maggiori controlli.

Molte applicazioni simili già stanno scomparendo dagli store ufficiali, anche se purtroppo online esistono i famosi store alternativi dove è possibile scaricare molte app assenti su quello originale, in modo completamente gratuito.

Una soluzione al problema è davvero difficile ipotizzarla, forse è auspicabile un intervento del legislatore volto a stigmatizzare condotte del genere. D’altronde lo spazio virtuale può essere oramai considerato a tutti gli effetti alla stregua delle nostre abitazioni private, pertanto è sempre maggiore l’esigenza di estenderne la tutela.