Il viaggio infinito di Bruce Springsteen è arrivato sino a Western Stars

Alla soglia dei 70 anni, Bruce Springsteen ragala al mondo un'altra pietra preziosa: il nuovo album è Western Stars, in uscita il 14 giugno

Il viaggio infinito di Bruce Springsteen è arrivato sino a Western Stars

In matematica, il 19 è un numero primo, è un numero difettivo, un numero felice e un numero intero privo di quadrati. In chimica, il 19 è il numero atomico del potassio (K), mentre nella smorfia napoletana rappresenta la “risata”. Nella musica di Bruce Springsteen il 19 è invece “Western Stars”, il diciannovesimo album in studio del Boss, la cui uscita è prevista per il 14 giugno di quest’anno.

La vita:

Il grande Bruce è del 1949 e di strada ne ha fatta davvero tanta. Proviene da una famiglia abbastanza umile, il padre Doug si impegnava in lavori saltuari come operaio, autista o guardia carceraria, mentre la madre Adele faceva la segretaria. La sua era una normale famiglia della working class, costretta sempre o quasi a fare i conti con problemi, difficoltà economiche e debiti. Da bambino, la sua anima rimane abbagliata da Elvis e così gli venne regalata una chitarra giocattolo per Natale, con cui giocare ad assomigliare al suo idolo. All’età di 15 anni avrà in regalo la sua prima chitarra elettrica e innamoratosi del rock’n’roll, viene trafitto da alcune band della British Invasion, come Animals, Beatles, Rolling Stones e Who. Da adolescente, inizia a suonare la chitarra con alcuni ragazzi della scuola ed insieme a loro forma alcuni gruppi rock giovanili, con i quali si esibisce alle feste studentesche. In questi anni di scuola e rock’n’roll, incontra anche Steven Van Zandt, insieme al quale formerà la sua E-Street Band.

L’esordio discografico arriva nel gennaio del 1973 con l’album “Greetings from Asbury Park, N.J.”, che vende solamente 25 mila copie, molto al di sotto delle aspettative, mentre nel novembre dello stesso anno, esce anche il suo secondo lavoro: “The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle”. Nel maggio del 1974 durante un’esibizione come spalla al cantante Bonnie Raitt, Springsteen infiamma il pubblico, che lo acclama e viene notato dal giornalista Jon Landau: “Ho visto il futuro del rock and roll e il suo nome è Bruce Springsteen. In una sera in cui avevo bisogno di sentirmi giovane, lui mi ha fatto sentire come se ascoltassi musica per la primissima volta”. Alla fine del 1975, Bruce Springsteen e la E-Street Band fanno uscire il loro gioiello più prezioso: “Born to Run”. L’album, composto da 8 tracce, è considerato il migliore della sua discografia, inserito tra l’altro all’8° posto dalla rivista Rolling Stone nella classifica dei migliori 500 album di tutti i tempi. Il quarto e quinto album del Boss sono due successi straordinari, sia di pubblico che di critica: “Darkness on the Edge of Town” e “The River”. Nel 1982 esce Nebraska, seguito da un altro grande lavoro in studio, “Born in the U.S.A.”, del 1985. L’album vende 30 milioni di copie e fa conoscere Springsteen al mondo come uno dei più grandi musicisti degli anni ’80. La copertina, che vede il rocker ritratto di schiena davanti alla bandiera americana, diventa una delle immagini simbolo di quegli anni. L’ottavo album è “Tunnel of Love”, che conferma la stella di Springsteen come una delle più luminose nel cielo del rock’n’roll, mentre nel 1992 arriva una piccola discesa artistica, con i due dischi “Human Touch” e “Lucky Town”, usciti entrambi nello stesso anno, che non mantengono la stessa verve dei lavori precedenti. Nel 1994 Springsteen compone invece Streets of Philadelphia, premiata con il premio Oscar alla miglior canzone nella colonna sonora del film Philadelphia, interpretato da Tom Hanks. Il primo album del nuovo millennio è The Rising, contenente testi duri che toccano un tema molto delicato, l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001.

Il nuovo album:

Dopo il successo di High Hopes del 2014, questo è dunque l’anno del diciannovesimo album: Western Stars. Il disco rimane sempre un’opera del Boss, ma sembra essere cambiato qualcosa, perché dopotutto è arrivato alla soglia dei 70 anni d’età e aspettarsi il rocker di Born to Run è semplicemente insensato. Le tracce sono 13 e Springsteen parla così del suo nuovo figlio: “Questo album è un ritorno alle mie registrazioni da solista, con canzoni ispirate ai personaggi e con travolgenti, cinematografici arrangiamenti orchestrali. È un gioiello di disco”.

Come tra un uomo e una donna nasce l’amore che colora il futuro, tra Elvis e Bob Dylan siede Bruce Springsteen.

Riccardo Chiossi