Salute
Il virologo Clementi: “il virus ha perso virulenza, lo dicono i dati clinici”

In questi ultimi giorni, in concomitanza con la fine del lockdown, gli scienziati si sono espressi riguardo alla mutazione del virus. Secondo il virologo Marco Clementi, preofessore di Microbiologia e Virologia al San Raffaele di Milano, il Covid-19 non sarebbe mutato ma avrebbe perso la sua “virulenza” rispetto all’inizio di marzo.
A cambiare, infatti, non è stato il virus, bensì la malattia derivante da esso. Questo lo rivelano alcuni studi clinici condotti dal team di ricercatori coordinati dal prof Clementi, che hanno rivelato: “I clinici ci ripetevano che la malattia ha perso quelle caratteristiche di estrema gravità che presentava all’inizio dell’epidemia. A marzo il 20% dei soggetti che venivano ricoverati finiva in terapia intensiva per gravi problemi respiratori. Poi questo dato è via via diminuito“.
Ciò, spiegato in parole povere, significa che non ci sono state delle mutazioni nel genoma del virus. Infatti, le mutazioni (come ad esempio la mutazione Europea) si sono rivelate dei casi isolati. Dopo aver constatato che le modificazione cliniche derivano da altri fattori, gli esperti hanno analizzato la quantità di virus presente sui tamponi, che si è rivelata essere molto maggiore nelle prime due settimane dell’epidemia rispetto a queste ultime due settimane.
Quali sono le ragioni del cambiamento
Ma quale potrebbe essere la ragione di ciò? Il lockdown potrebbe aver influito, ma anche il cambio di stagione e pertanto l’aumento dei raggi UV potrebbero determinare la diminuzione della carica infettiva. Oppure, il virus potrebbe aver iniziato una fase di adattamento all’ospite, cioè all’organismo dell’uomo. Non è raro che ciò accada: i virus iniziano a circolare scatenando epidemie mortali, ma poi si ripresentano ogni tanto nelle infezioni stagionali.
Non si può dire che il virus sia clinicamente morto ad oggi, se è vero che le terapie intensive si sono svuotate, non è possibile fare previsioni riguardanti un’ipotetica seconda ondata dovuta al cambio di stagione. È necessario tenere sotto controllo i focolai e vaccinarsi per l’influenza, in modo da non scambiarla per Covid-19.









