Salute

Le mutazioni del Covid-19 non si diffondono più facilmente: lo studio

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Come già dimostrato da molteplici ricerche scientifiche condotte dai migliori esperti di tutto il mondo, il coronavirus muterà e si trasformerà nel tempo. In realtà è doveroso sottolineare che esistono svariati ceppi del virus SARS-CoV-2 che non possono essere considerati come mutazioni separate dello stesso, stando alle dichiarazioni degli scienziati. Un nuovo studio, inoltre, ha scoperto che queste mutazioni non equivalgono effettivamente ad un aumento della trasmissibilità del virus. Se ciò dovesse essere confermato, sarebbe sicuramente un’ottima notizia.

Per trasmissibilità si intende la facilità di diffusione del virus dal suo ospite ad un altro soggetto. È risaputo che il SARS-CoV-2 ha una trasmissibilità molto alta, addirittura più di un semplice virus influenzale; tuttavia con le mutazioni dello stesso la trasmissibilità non sembrerebbe aumentare.

È stato pubblicato su bioRxiv l’analisi dei genomi virali di oltre 15.000 pazienti affetti da Covid-19 e provenienti da 75 paesi. La stampa attualmente non è ancora sottoposta a revisione paritaria e riprende uno studio peer-review che ha caratterizzato i modelli di diversità emergenti nel genoma di SARS-CoV-2.

L’autore principale dello studio è il professor Francois Balloux (UCL Genetics Institute), ha dichiarato: “Dato che un numero crescente di mutazioni è stato documentato, gli scienziati stanno rapidamente cercando di scoprire se qualcuno di loro potrebbe rendere il virus più contagioso o mortale, poiché è fondamentale comprendere tali cambiamenti il prima possibile. Abbiamo utilizzato una nuova tecnica per determinare se i virus con la nuova mutazione sono effettivamente trasmessi a un tasso più elevato e abbiamo scoperto che nessuna delle mutazioni candidate sembra beneficiare il virus“.

La ricerca dell’ULC

Lo studio dell’ULC ha preso in esame 6822 mutazioni del virus, per comprendere le mutazioni che si diffondono più facilmente. Gli scienziati hanno compreso che la maggior parte delle mutazioni sono “neutrali”.  La dott.ssa Lucy van Dorp, principale autrice della ricerca, ha dichiarato: “È prevedibile solo che un virus muti e diverga in diversi lignaggi man mano che diventa più comune nelle popolazioni umane, ma ciò non implica necessariamente che qualsiasi lignaggio emerga sia più trasmissibili o dannoso“.

Inoltre, il team di ricerca ha affermato che la maggior parte delle mutazioni sembrerebbe essere provocato dal sistema immunitario umano, e non dall’ambiente ostile presente nell’organismo, e ciò dovrebbe essere una notizia rassicurante. Se le mutazioni riuscissero a resistere al sistema immunitario, potrebbero contagiare più persone.

Ciò che è sicuro, è che il COVID-19 resterà in circolo per diversi anni, prima di scomparire del tutto. Gli scienziati sperano che le mutazioni lo rendano una specie di influenza stagionale. Tuttavia non si sa quando ciò potrebbe accadere e se effettivamente sarà così.

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