Economia
Imu e Tari: al vaglio l’ipotesi di sospensione sino al 30 novembre

Dopo il Decreto Cura Italia il Governo sta preparando la bozza per quello che sarà il prossimo da pubblicare ad aprile, a ridosso ormai della scadenza delle misure restrittive imposte al 3 aprile che sarà sicuramente prorogata.
Nella bozza per il momento quasi sicuramente ci sarà la previsione di sospendere tributi locali sino al 30 novembre, tra cui i più importanti sono l’Imu (Imposta Municipale Propria) e la Tari (Tassa sui rifiuti). In quest’ottica, lo Stato fungerebbe da garante di ultima istanza tramite la Cassa depositi e prestiti.
Sospensione tributi locali: la facoltà è dell’ente territoriale
Quella che sarà quasi sicuramente la prossima misura contenuta nel decreto di aprile riconosce la piena autonomia tributaria ai Comuni e gli altri enti territoriali. Sarà ciascun comune, infatti, a decidere se sospendere questi tributi o meno.
E’ una decisione non facile da considerare tenendo conto del mancato introito per le casse comunali. Si parla di circa 10 miliardi dell’acconto Imu di giugno e 5 miliardi delle prime rate sulla Tari, per non parlare di altri 2 miliardi per i tributi più piccoli, come l’imposta di pubblicità o l’occupazione del suolo pubblico.
Sospensione di mutui e debiti commerciali
Oltre ai tributi locali il Governo potrebbe inserire nel decreto da approvare ad aprile anche la sospensione dei pagamenti delle rate di mutui e debiti commerciali. Il nuovo programma di misure, quindi, dovrebbe richiedere agli enti territoriali il sacrificio di congelare per tutto l’anno anche il pagamento delle rate (di quota capitale) di tutti i prestiti, sia quelli contratti con Cdp che quelli sottoscritti con le banche.
Lo Stato fungerà da garante con la CDP
Lo Stato riconoscendo la piena autonomia tributaria ai comuni e gli enti locali, fungerebbe poi da garante trami te la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che costituisce appunta una banca statale che ha come mission principale quella di partecipare nel capitale di rischio delle PMI, quotate e non, profittevoli e ritenute strategiche per lo sviluppo del Paese.
La CDP ha come fonte di credito principale il risparmio postale italiano pari a circa 250 miliardi di euro. Ad esso poi si aggiunge il valore delle obbligazioni di investitori istituzionali e al dettaglio. Tali risorse vengono destinate allo Stato in prima linea e poi agli enti territoriali. Rientrano tra i soggetti destinatari anche le imprese che operano all’estero e per i progetti immobiliari, infrastrutturali e finanziari ritenuti strategici per il Paese.









