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In arrivo la nuova certificazione di merito per gli allevatori che garantiscono benessere ai propri animali

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La presentazione della Parlamentare Rossella Muroni di Leu, Pd e +Europa, fa riferimento al rendere trasparente e chiara, l’origine delle carni, per fornire ai consumatori l’opportunità di scegliere, in modo giusto e soprattutto etico.

Mucche contente, che trascorrono le giornate in un verde prato, galline presenti in una grande aia all’aperto, immagini di maiali sorridenti, che spuntano dalle confezioni di prosciutto a fette. Gli alimenti che hanno un origine animale, che giungono nelle case degli italiani, sono spesso associate ad immagini confortanti, utilizzate negli spot pubblicitari ed in quelli promozionali e sullo stesso packaging dei prodotti, chiamato a catturare la concentrazione e l’attenzione del consumatore, dallo scaffale di un supermercato.

Ma la realtà, sembra essere ben differente: gran parte degli alimenti rivolti al consumo di massa, derivano da allevamenti intensivi, all’interno dei quali non sussiste nulla di quanto presentato dalle pubblicità. Una condizione di malessere e di difficoltà, che trasforma esseri senzienti, in semplice materia prima. Questo è quanto, sostengono e denunciano da sempre, le associazioni animaliste ed ambientaliste, in virtù del fatto che gli allevamenti intensivi, hanno un grosso impatto sull’ambiente e sull’inquinamento.

Per molte persone, risulta di grande importanza, il modo con cui è stato allevato un pollo. Questo per tante motivazioni: etiche, salutistiche ed ambientalistiche. Comprendere il suo percorso di allevamento, per una porzione sempre più importante di consumatori, fa la differenza. In virtù di ciò, risulta essere essenziale un’etichetta trasparente, chiara e semplice, proprio perché permette a chi acquista, di ricevere notizie sull’animale e su come è sopraggiunto, sui banchi del supermercato.

Questo, diventerà ben presto realtà, grazie ad una proposta di legge, firmata da Rossella Muroni di Leu, ed appoggiata successivamente anche da esponenti di Pd, +Europa e Gruppo Misto, presentata questa mattina da Ciwf Italia e Legambiente.

Etichette chiare sulla provenienza delle carni

La proposta di legge della Muroni, depositata a Montecitorio, è formata da un solo articolo con nove commi. Riguarda fondamentalmente, la necessità di dimostrare al consumatore, il livello di benessere che è stato assicurato all’animale prima della macellazione, sottolineando tra l’altro, il criterio di allevamento e il probabile utilizzo di gabbie.

Uno dei punti fondamentali del testo, è la volontarietà: gli allevatori e le imprese, non saranno costretti ad ospitare questa etichetta, e quindi ad assoggettarsi ai connessi controlli, ma se lo realizzeranno, riceveranno un merito aggiunto, una specie di certificazione ufficiale. Da qui l’iniziativa di una sorta di bollinatura, riferita a tutti gli operatori, che credono seriamente nell’importanza della realizzazione di criteri di allevamento, che siano riguardosi degli animali e che per questo, potrebbero essere perfezionati da un riconoscimento istituzionale. Un po’ come avviene con altri modelli di marchiatura, sulle origini dei prodotti, e sul conseguente rispetto di determinati disciplinari di produzione.

All’estero passi in avanti sull’etichettatura <<doc>>

Parlare in modo vago ed impreciso, di benessere animale in etichetta, senza che siano presenti dei principi e dei presupposti per delimitarlo” – sottolinea l’Onorevole Muroni – “non ha alcun senso, se non si forniscono informazioni, circa le modalità di allevamento e proprio per questo, può essere adoperato, senza alcuna distinzione, per animali allevati all’aperto, al chiuso o perfino in gabbia. D’altro canto, è fondamentale che il cittadino consumatore, al momento dell’acquisto, possa identificare, ad esempio, se il prodotto giunge da un allevamento intensivo o in decine di ettari di pascolo, come nella circostanza della cinta senese. Conoscere con quale metodologia è stato allevato un animale, rappresenta già una valida informazione, sul suo eventuale stato di salute e benessere, che tranquillizzerebbe il consumatore». Muroni dichiara, altresì, come altri Paesi europei, stiano già delineando etichette simili.

La Muroni, considera che questo, potrebbe rappresentare un privilegio per gli altri paesi, a scapito della nostra produzione nazionale. Questa proposta di legge, rappresenta la tutela della libertà di scelta dei cittadini e la salvaguardia degli allevatori italiani virtuosi, che svolgono il loro lavoro ogni giorno, per dare un futuro alla propria attività, rispettando l’ambiente e di conseguenza, la salute delle persone.

Percorso di trasparenza sulla vita degli animali

Il percorso di trasparenza sulla vita degli animali, riguarda l’apertura di un percorso di trasparenza, di cui il sistema alimentare italiano, ha urgentemente bisogno. Questo è il pensiero di Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia. Questa etichettatura, fornirà ai cittadini, tutte le indicazioni essenziali, necessarie per venire a conoscenza delle vere condizioni di vita degli animali, da cui derivano i prodotti che consumano.

Antonino Morabito, responsabile benessere animale di Legambiente, dichiara che, l’attuale profonda crisi, determinata dalla pandemia Covid-19, ha reso evidente quanto siano del tutto insopportabili, molti dei modelli economici attuali e che la minaccia per salute e per l’ambiente, passi anche dall’allevamento intensivo. Non sono stati presi in considerazione però, altri parametri, come la dieta, l’accesso e la disponibilità di acqua, l’utilizzo di farmaci e le modalità di spostamento ed abbattimento, che in fase di legislazione, potranno ovviamente essere aggiunti ai primi, considerati indispensabili ed imprescindibili.

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