In Europa League c’è la bella Italia

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E’ arrivato il momento di smettere di nascondersi, e’ giunta l’ora che la conferma diventi abitudine positiva , e’ il tempo che una vittoria a Manchester o un 5 a 0 agli ex semifinalisti del Brugge ci facciano gonfiare il petto in segno di forza e di orgoglio ma non ci stupiscano. Si! le italiane in Europa sono belle, armoniche, concrete e spesso straripanti. Grazie allo splendido cammino di Juve, Napoli e Fiorentina lo scorso anno e ad un piu’ che incoraggiante inizio di stagione Europea in questo, il terzo posto dell’Inghilterra nel ranking Uefa e’ li’ sempre piu’ a portata di mano , e’,infatti,di solo 3,741 punti la distanza dai cugini d’oltremanica. Ieri sera le vittorie sono state partorite in modo diverso ma mantenendo esattamente lo stesso significato, 3 punti, consapevolezza nei propri mezzi e tanto fieno in cascina per il ranking.

La baby Fiorentina in trasferta e’ in una  strana fase non riesce a non umiliare l’avversario con 4 reti al passivo, un Belenenses annichilito non puo’ far altro che arrendersi ai colpi del piu’classico fattore B. Bernardeschi e Babacar puniscono i modesti portoghesi coadiuvati da un autogoal e dalla ciliegina sulla torta a completare lo splendido 4 a 0 viola: Pepito Rossi. Torna al goal,infatti, uno dei piu’ grandi talenti del nostro calcio, esattamente 501 giorni dopo l’ultima esultanza. Una gioia per lui, il ragazzo d’oro(cosi’ definito da Sousa in conferenza), per la Fiorentina, ma soprattutto per la  Nazionale di Antonio Conte, che da ieri sera sa’ di poter contare nuovamente su di un potenziale crack nei prossimi Europei.

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Vince anche uno splendido Napoli, a Varsavia in uno stadio assolutamente non facile da gestire a livello emozionale. Sarri fa il Benitez, turnover scientifico, titolari praticamente tutti a riposo, gli uomini sono diversi, ma risultati e gioco assolutamente no. Aveva bisogno di tempo il mister di Figline-partenopea per creare una squadra a sua immagine e somiglianza, che adesso sembra gia’ andare a memoria e si permette addirittura il lusso di far segnare di testa  un furetto di 1.69 m di altezza (Dries Mertens). Dopo la rete del gioiellino belga,si apre la sagra degli sprechi tra Allan e Gabbiadini. Allora per chiuderla ci vuole un titolare, il titolare, Gonzalo Higuain. L’argentino fa 2 a 0 con un goal meraviglioso sotto l’incrocio e ricorda a Lewandowski che quando smettera’ di farne dieci a settimana si trovera’ alle spalle un Pipita sempre piu’ agguerrito, per la rincorsa al posto di piu’ forte prima punta del mondo.

Chiude la festa italiana in Europa League, una Lazio che tra le tre si trovava certamente di fronte l’avversario piu’ complicato da affrontare, un Saint Etienne che non molla neanche in 9 uomini. Un 3 a 2 che mette a nudo tutte le ansie biancocelesti gia’ patite col Dnipro: partita assolutamente in controllo riaperta dalle classiche amnesie difensive. Ma oltre al risultato ci sono motivi per sorridere: con un Biglia cosi’ difficilmente si perderanno partite per il poco carisma o la poca concentrazione a centrocampo, altra superba prestazione del capitano biancoceleste che firma il suo terzo sigillo in 3 partite,riscoprendosi anche goleador; e  i riscatti, quanto meno accennati, di Onazi e Hoedt,(entrambi a segno) il primo reo di aver praticamente estromesso la Lazio dalla Champions con la pessima prestazione di Leverkusen, e il secondo primo capro espriatorio della figuraccia biancoceleste di Napoli.

In Europa, dunque,ci siamo ben abituati,in Europa vediamo davvero una bella Italia, e se non fosse per la sciagurata Roma di Borisov, parleremmo di un pokerissimo dal sapore dolcissimo. Parlare ,pero’, anzi solo accennare ad un possibile esonero di Garcia, sarebbe solo un Castori-bis, classico esempio ,cioe’, di ingratitudine e  velocita’ di giudizio tipicamente italiane. Fermiamoci,dunque, pensiamo allo splendido Sassuolo di Di Francesco,e godiamoci anche solo per un attimo quest’Italia cosi’ bella e vincente sui campi di tutta Europa.

 

Alessandro Vita

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