Jennifer è la prima cavia umana a testare il vaccino contro il coronavirus

Iniziano negli Usa i test sugli umani del vaccino contro il Coronavirus

Jennifer è una donna di 43 anni di Seattle, che ha accettato di sottoporsi ad un’iniezione di dose di “mRNA-1273 “, un farmaco sperimentale contro il Coronavirus.

La maggior parte degli Stati europei è ancora alla fase embrionale degli studi sul vaccino per il coronavirus, le cui sperimentazioni dovrebbero partire a giugno per ottenere risultati a gennaio. Sarà probabilmente l’Italia ad inaugurare la fase di sperimentazione del vaccino, mentre al momento sta utilizzando farmaci già esistenti per ulteriori studi clinici.

La sperimentazione negli USA

Negli Usa, invece, i ricercatori sono più avanti ed hanno ricercato dei volontari per la sperimentazione del loro farmaco. Infatti, Jennifer Haller, manager di una piccola azienda tecnologica residente a Seattle (una delle città più colpite negli Usa)  è stata infatti la prima “cavia umana” per la sperimentazione. 

La donna affermato di stare bene dopo l’iniezione, e di essere felice per aver contribuito al test: È stata una opportunità immensa per me quella di partecipare ai test, di fare qualcosa

A lei seguiranno altri 45 soggetti, di età compresa tra i 18 ed i 45 anni, tutti senza patologie. Questi “eroi” (così come sono stati chiamati da tutto il mondo) si sottoporranno alle iniezioni per un periodo di 14 mesi, nei laboratori del Kaiser Permanente Washington Health Research Institute di Seattle.  Tuttavia, il vaccino sarà pronto il prossimo anno anche se la sperimentazione dovesse aver successo.

Continuano anche i test in Cina

Anche la Cina, luogo di origine della pandemia globale che continua a mietere vittime giorno per giorno, ha avviato le sperimentazioni. A breve inizieranno i test per verificare la sicurezza sull’uomo di un vaccino contro il virus.

“Il vaccino è l’arma scientifica più potente per porre fine al coronavirus“, ha infatti affermato l’epidemiologo Chen Wei, a capo del gruppo di ricerca.  Inoltre il team di scienziati si è preparato per far fronte alla produzione su larga scala del vaccino, qualora dovesse rivelarsi adeguato.