Salute
La clorochina è sicura? Ecco cosa rivelano gli esperti

In queste settimane si sente parlare spessissimo dell’oncologo Luigi Cavanna, l’ideatore del cosiddetto “metodo Piacenza”. Il metodo in questione è molto efficace per neutralizzare il Covid-19. Il pilastro su cui si fonda questo approccio è la massima tempestività. Il paziente infatti deve essere trattato in modo assolutamente tempestivo e questo significa che le prime cure devono essere avviate direttamente nel domicilio del soggetto infettato.
Luigi Cavanna ha più volte spiegato che quando si recava a casa dei soggetti positivi, specialmente mesi fa quando la curva dei contagi era molto alta, portava sempre con se alcuni medicinali pronti all’utilizzo. Tra di essi i più importanti sono: l’idrossiclorochina e, per i pazienti più gravi in stato di crisi, antipiretici e cortisone. Cavanna è assolutamente non concorde alla scelta fatta dall’OMS e dall’Aifa di congelare i trials sull’utilizzo dell’antimalarico in questione (idrossiclorochina) contro il Covid-19.
Dopo lo studio apparso su The Lancet che ha portato alla sospensione dell’uso dell’idrossiclorochina, attualmente ci sarebbero altri 120 ricercatori, provenienti da autorevoli università di tutto il mondo, tra cui Oxford ed Harvar, che hanno messo in discussione sia lo studio che il blocco del farmaco.
Tutti i pazienti aiutati dal dottor Cavanna, proprio mediante l’utilizzo del farmaco in questione, dimostrano in modo empirico che la scelta delle due organizzazioni può rivelarsi errata. L’idrossiclorochina inoltre non è stata utilizzata solo da Cavanna ma anche da altri suoi colleghi che non esitano nel sottolineare gli effetti proficui del farmaco nella lotta contro il virus. Un altro aspetto fondamentale inoltre, sottolineato da Cavanna, è che non solo il farmaco è funzionale ed efficace ma è anche sostanzialmente sicuro. tutti i pazienti a cui è stato somministrato infatti non si sono verificati effetti collaterali, nemmeno di lieve entità. Alla luce di tutto ciò appare veramente incomprensibile la scelta effettuata sia dall’OMS che dall’Aifa di fermare l’uso dell’idrossiclirochina.
Le critiche di Luigi Cavanna
Cavanna sottolinea che non ha assolutamente intenzione di sindacare le scelte fatte dall’OMS o dall’Aifa, tantomeno non vuole criticare la rivista Lancet. Lo stesso Cavanna definisce la rivista in questione come “prestigiosa e affidabile” tuttavia lo studio che ha pubblicato, dove critica l’utilizzo dell’idrossiclorochina è essenzialmente uno studio di “registro”. Sostanzialmente lo studio in questione si è limitato ad analizzare i dati di circa 650 pazienti ricoverati presso alcuni ospedali dei 6 continenti e ha valutato gli effetti dei farmaci su di essi.
L’approccio in questione è stato criticato da Cavanna in quanto è privo di un approccio “procedurale” per i dottori. Lo stesso Cavanna ha sottolineato inoltre:” È una mia opinione, ma se realizzassimo un’analisi di questo tipo su altri farmaci, come l’aspirina, forse metteremmo in dubbio anche la sua sicurezza”.
Il suo studio sull’idrissiclorochina
Luigi Cavanna attualmente sta lavorando per pubblicare un proprio studio dove dimostra tutti gli effetti positivi dell’idrossiclorochina. Già una prima bozza dello studio dimostra che su 250 soggetti curati con questo farmaco nessuno di essi è morto e solo il 5% è andato in ospedale per essere ricoverato.
Un altro aspetto estremamente positivo dell’idrossiclorochina è il suo costo. L’oncologo infatti sottolinea che con circa 6 euro è possibile curare due persone infette. Potrebbe essere anche questo il motivo per il quale l’idrossiclorochina viene mal vista dalla comunità scientifica? Attualmente infatti ci sono in ballo moltissimi soldi per la creazione di uno strumento che sconfigga il virus, ed è per questo forse che si spinge su farmaci che hanno un prezzo totalmente diverso e maggiormente remunerativo per chi lo produce?
L’obiettivo di Cavanna
L’oncologo Cavanna ha dichiarato pubblicamente che ora la sua sfida è quella di concludere al più presto il suo studio sia per le forze politiche che per le persone. Quest’ultimo infatti potrebbe essere uno strumento mediante il quale chi di dovere ha la possibilità di decidere come distruggere il Covid-19 secondo dati certi e scientifici.
Inoltre l’esperto sottolinea che questo farmaco potrebbe essere fondamentale per una possibile fase due del Covid-19. Se ciò dovesse accadere e se non dovesse essere pronto un vaccino efficace allora non possiamo fare altro che utilizzare farmaci efficaci per distruggere il virus nell’organismo. In questo scenario, alla luce dei dati promettenti, l’utilizzo dell’drossiclorochina potrebbe essere fondamentale.
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