Salute
Secondo il virologo Giulio Tarro il Coronavirus si sta indebolendo

Arriva una buona notizia da Giulio Tarro, celebre medico e virologo partenopeo che afferma che gli asintomatici non sono più una minaccia per gli altri. Un recente studio infatti pubblicato su PubMed, riporta un esperimento molto interessante. Un soggetto positivo al Covid ma asintomatico ha avuto contatti con 455 persone sane e nessuna di queste ultime è risultata successivamente positiva al Covid. Per non creare disinformazione vogliamo precisare che il paziente ha sempre indossato la mascherina così come i familiari che sono stati in contatto con il giovane ragazzo dopo aver avuto conferma della sua positività.
Tarro sottolinea che questo potrebbe essere un effetto positivo derivante dal caldo. Molti cercano di confutare questa teoria facendo riferimento a ciò che sta accadendo attualmente in Brasile. Il virologo napoletano però rammenta a tutti che al di là dell’equatore le stagioni sono inverse alle nostre, ergo se qui è primavera estate lì è autunno, inverno. Giulio Tarro inoltre si esprime anche su alcune problematiche relative al Covid.
Droplet: le goccioline di saliva emesse
Per quanto concerne i droplet, ovvero le famose goccioline di saliva che tutti emettono, non è possibile fare un discorso in generale. Se da un lato è possibile affermare che esse sono sicuramente causa di trasmissione del virus, dall’altro occorre circostanziare. Se prendiamo in considerazione ad esempio due persone che dialogano ad una distanza media di 20 o 30 centimetri è poco probabile che una di esse possa essere toccato da una gocciolina. Diverso è il discorso in caso di starnuto o tosse, in tal caso è molto probabile il contrario invece.
I tamponi sono strumenti non sempre precisi
Secondo Tarro l’indagine sierologica iniziata pochi giorni fa è totalmente inutile. Sarebbe stato necessario effettuarla molte settimane prima. Il virologo infatti sottolinea che lo studio sarebbe stato molto più proficuo se fosse stato condotto quando la curva dei contagi era ancora alta, tipo un mese e mezzo fa.
Il virologo napoletano inoltre sottolinea come la comunità medica si sia basata solo ed esclusivamente sui tamponi, strumento non sempre preciso. Anzi secondo un articolo pubblicato sul Washington Post, pare che le modalità mediante le quali sono stati effettuati i tamponi hanno favorito i contagi, in alcune ipotesi particolari.









