La digitale: cenni botanici, utilizzo, intossicazione

Guida alla pianta

La digitale é una pianta nota per la presenza di glicosidi che hanno un potente effetto sul cuore , utilizzata nella terapia dell’insufficienza cardiaca. Risulta essere molto tossica, pertanto il suo uso deve essere sempre sotto il controllo medico.

Cenni botanici sulla digitale

La Digitalis purpurea è una pianta erbacea biennale o perenne, che presenta un fusto eretto alto fino a 1,50 metri.  Le foglie, lunghe da 10 a 35 cm, si mostrano grigio verdi con margine dentellato. I fiori sono tubolari e pendenti, la particolare conformazione di questi è responsabile della denominazione” Digitale“, intendone la forma simile a quella del ditale. I fiori appaiono di colore porpora e sono riuniti in grappoli terminali.

I frutti sono delle capsule, che giunte a maturazione, liberano i semi dall’aspetto piccolo e bruni.

Cenni storici

Nell’antichità era conosciuta inizialmente per la bellezza, ed usata come pianta ornamentale.

Fu un medico di Strasburgo nel XVI secolo, a citare in una sua opera, l’utilizzo come lassativo e astringente di questa pianta. Solo nel XVIII secolo se ne scoprì l’effetto farmacologico nello scompenso cardiaco.

Un medico di Parma, Giovanni Rasori, ne osservò l’effetto diuretico, senza riuscire a capire se questo fosse o meno un effetto diretto sui reni. La pianta si mostrava in grado di migliorare alcune patologie. Solo un suo contemporaneo Whitering, ne scopri l’azione cardiocinetica, dalla quale derivava l’effetto diuretico.

Nel XVI secolo, questa scoperta, portò poi a nuovi studi che permisero l’isolamento dei principi attivi digitalici.

Coltivazione della Digitale

La pianta è presente nei prati dell’Europa centro-meridionale, oltre i 500 metri di altezza slm.

Dall’aspetto gradevole e vistoso, questa specie selvatica predilige i suoli acidi. Per la sua bellezza è coltivata anche nei giardini a scopo ornamentale.

I principi attivi di questa pianta sono per lo più concentrati nelle foglie, e queste vengono raccolte nel momento della fioritura che di solito avviene tra giugno e settembre.

Per la sua manipolazione occorre usare i guanti poichè è velenosa.

La pianta per questo motivo non può essere usata in cucina.

Curiosità sulla Digitale

Molti botanici si sono chiesti della lla finalità  delle macchie e delle setole pelose che si trovano all’interno della corolla.

Riguardo alle macchie, tutti gli studiosi sono concordi sul fatto che servirebbero da richiamo agli insetti pronubi( trasportatori di polline)

Le setole, invece secondo alcuni,  terrebbero lontani gli insetti più piccoli, per altri all’opposto servirebbero da appoggio per gli insetti.

In poesia la pianta è stata trattata da Giovanni Pascoli, parlando della sorella, relativamente al fatto che la Digitalis Purpurea era presente nell’istituto di suore che la ospitava.

L’uso in medicina

L’uso della Digitalis Purpurea è stato descritto da William Withering, per il trattamento dello scompenso cardiaco.

Le fogliie di questa pianta contengono infatti glicosidi cardioattivi (digitossina e digossina) Questi principi infatti determinano un aumento della forza di contrazione cardiaca, effetto che è definito in medicina effetto inotropo positivo. Inoltre mostrano attività antiaritmica.  Essi sono indicati nella terapia dell’insufficienza cardiaca, va conmunque tenuto presente che gli stessi principi attivi, assunti in dosi eccessive, possono provocare effetti letali sul cuore (aritmie gravi e blocchi cardiaci).

La Digitale è stata inserita nell’elenco delle piante officinali spontanee che sono soggette alla legge del 6 gennaio 1931 n 99.

Si tratta di un farmaco, derivato da una pianta che in passato era usata come rimedio nella medicina popolare . Per quanto riguarda l’erboristeria il suo uso è stato abbandonato, proprio per la difficoltà di dosarla.

Digitossina e digossina agiscono a livello della pompa sodio potassio inibendola. In questo modo si ha un accumulo del sodio e del calcio intracellulare, che permette un aumento della forza di contrazione cardiaca.

Tuttavia la caratteristica di questi principi attivi è che, per un lieve aumento del dosaggio, una dose teraupetica può diventare fatale; ecco perchè l’uso deve essere sotto stretto controllo medico.

La pianta ha inoltre un effetto vagale sul sistema parasimpatico, ed è usata pertanto nelle aritmie cardiaca rientranti.

Modo d’uso della pianta

La digitale può essere usata solo in forma di farmaco pronto all’uso. In farmacia sono disponibili compresse di digossina ad effetto cardiotonico, che devono essere utilizzate sotto stretto controllo del medico.  La pianta è cointroindicata nei soggetti affetti da fibrillazione ventricolare, e cardiomiopatie ipertrofiche. Ovviamente, data l’elevata pericolosità, non è possibile prepare infusi decotti o quant’altro con parti della pianta, anzi bisogna essere particolarmente attenti, soprattutto ai bambini.

Intossicazione da digitale

L’intossicazione da questa pianta, per fortuna rara,  può manifestarsi con:

  • Alterazione della visione( visione giallo azzurra, contorni confusi)
  • Disturbi cardiaci ( tachicardia, aritmia,bradicardia, fibrillazione) Il blocco atrio-ventricolare può portare ad arresto cardiaco e morte
  • Disturbi dell’apparato digerente;nausea, vomito e diarrea, dolore addominale,anoressia.
  • Confusione mentale, delirio.

Solitamente nell’avvelenamento acuto si hanno sintomi comuni come nausea,  disturbi cardiaci nonchè disturbi a carico del sistema centrale( letargia , debolezza, stato confusionale). Si riscontra inoltre iperkalemia ( aumento del potassio).

Quello cronico invece, si manifesta con una sintomatologia gastrointestinale associata a disturbi visivi.

Le intossicazioni avvengono raramente nei pazienti trattati con digossina ( farmaco utilizzato nell’insufficienza cardiaca). La stessa molecola è presente anche nell‘oleandro, che se ingerito, mima gli effetti della digitale.Leggi anche Tossicità oleandro: quanto è velenoso?

La terapia prevede l’utilizzo dell’antidoto ( anticorpi antidigitale di origine ovina), di solito effettuata dopo la somministrazione di farmaci per contrastare gli effetti cardiaci(antiaritmici), le alterazione elettrolitiche e quelle gastroenteriche.

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