La giovinezza di Sorrentino.

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“le emozioni sono tutto quello che abbiamo”.   Guardando questo film non ho potuto fare a meno di abbeverarmi  nei soavi profumi di un “epica struggente”.

La giovinezza di sorrentino può cominciare a ottant’anni di età, poiché a ogni età la giovinezza non ci lascia mai in pace; comincia in questo film  anche da epiloghi comici e  amari, ma la possibilità di cominciarla di nuovo è difficile ; e chi vi riesce, forse, ha avuto la cortesia di accettare la propria poetica esistenziale – talora anche cruda – senza cantarsela  e  suonarsela    diversamente da quelle caricature di anziani che ” se la raccontano troppo” una giovinezza.

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Il film è un grande film, di una bellezza discreta. Non c’è lo spettacolo liturgico della festa grottesca di “una grande bellezza”, che personalmente non mi ha mai convinto ( un uomo non può passare  gran parte della vita in questi contesti festaioli, lamentandosi poi   di non averla trovata)  c’è invece una perfetta forza d’immaginazioni, la sensualità  dei ricordi  dei due artisti anziani, che vedono a un certo punto, immersi nel bagno di una lussuosa piscina,  scendervi l’incarnazione stessa di un’altra grande bellezza: la giovinezza nel suo aspetto d’ideale.  Quando si è giovani la giovinezza, appunto,  anche sbagliata,  consegue inevitabilmente la bellezza: Gesù Cristo è giovane, sua Madre Maria è sempre una fanciulla dopo duemila anni, Jim Douglas Morrison  e James Dean saranno sempre giovani . La giovinezza è  e sarà sempre incosciente ed eroica… ad ogni età della vita.

Ma è proprio l’ultima di queste  età, nello scorcio finale dell’esistenza, che  in questo  travaglio  eroico tutto da vedere, spesso improbabile, i due protagonisti faranno  i conti con i loro  carichi di anni  oramai alle spalle. Sorrentino calca nei fotogrammi, nostalgie e cinismo moderno, poesia e forza delle immagini. Ci sono immagini in questo film che fanno parlare le parole  del copione, caricandole di molteplici significati, e  che rimandano senza spiegazione apparente ad  ambientazioni felliniane, ma stavolta senza  citazioni dirette che possano dare un  sapore scontato .

In un mondo occidentale che si riempie di “anziani”, che tentano  di rimanere giovani “fuori” ma che magari  dentro sono già vecchi da decenni  , questo film  è un racconto  che rimarrà incollato nella mente  di non poche  generazioni, come  luogo di “varco” in cui rinascere un’altra volta,  ancora, l’unica possibile, dal proprio interiore,   o morire in molti modi definitivamente.

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1 commento

  1. Solo chi vive le emozioni riesce a trasmetterle e spalancare finestre nell’animo altrui…..articolo eccellente!!!

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