La Grecia esce dal programma aiuti dell’Ue

Atene volta pagina e guarda avanti

Dopo ben 8 anni di crisi la Grecia esce ufficialmente dal piano aiuti dell’Ue cominciando cosi a finanziarsi da sola sul mercato. Dopo Portogallo, Irlanda, Spagna e Cipro, era l’ultimo dei Paesi sotto tutela della cosiddetta «troika» (Unione europea, Bce e Fondo Monetario internazionale). Atene quindi volta pagina, ma non tutti i problemi dell’economia ellenica sono stati risolti, la strada è ancora lunga.

Nel 2010, 2012, e 2015 la Grecia ha ricevuto circa 289 miliardi di euro di prestiti. Ma le riforme richieste dall’Ue hanno impoverito il paese. La crescita è ricominciata soltanto nel 2017 e la disoccupazione è salita fino al 27,5% in media – quella giovanile ha sfiorato il 60%.

La Grecia guarda con ottimismo nel 2016 e nel 2017 ha registrato un avanzo primario intorno al 4%, più di quanto pretendessero i creditori, ha già anticipato la legislazione di alcune riforme per il 2019 e il 2020 e resterà a lungo sotto sorveglianza.

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Dal 2032 Atene dovrà cominciare a rimborsare il grosso del debito, che resta al 180% del Pil. Il fondo monetario internazionale ritiene che sia un peso troppo grande perché la Grecia recuperi competitività, e ha continuato in questi anni a raccomandare agli altri Paesi europei un alleggerimento del debito ellenico per accelerarne la ripresa.