La morte del cane Uggie fa dimenticare le priorità degli italiani

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di Antonio Agosta. È morto Uggie, il celebre cane Hollywoodiano Star del film “The Artist”, diretto dal regista Michel Hazanavicius, in bianco e nero e muto.

Uggie fu premiato a Cannes con il premio “Palm Dog”, erede di Rin Tin Tin e Lassie, come lui cani celebri della televisione americana.
Aveva 13 anni e una lunga carriera cinematografica da fare invidia ai suoi colleghi a due gambe, partecipando a pellicole di successo e alla cerimonia degli Oscar nel febbraio del 2012.
Il cane è l’amico a quattro zampe più apprezzato dall’uomo, perché è fedele fino alla morte, in cambio vuole solo coccole e cibo.
Uggie ha vissuto al meglio la sua vita ovattato da quel mondo fatto di paillettes e nastrini, accanto ad attori blasonati e capricciosi. Adesso si trova sul ponte dell’arcobaleno, il Paradiso degli animali, ad aspettare la sua resurrezione.
Però, tuttavia, non c’era il bisogno di mobilizzare l’informazione italiana dei Tg nazionali e commerciali, accostando la perdita di Uggie alle notizie che necessitavano una maggiore profondità giornalistica. L’Italia annega nel fango per le improvvise bombe d’acqua. Gli italiani perdono la sicurezza economica per una politica a senso unico e mai a favore del popolo. Migranti che arrivano nel nostro Paese per sfuggire dalle guerre e dalla fame alla ricerca di quel Paradiso terrestre che non li vuole, lasciandoli in balia dei mari travolgendoli fino alla morte. L’Europa non li vuole e lascia all’Italia il compito di trovare la giusta soluzione, facendo arrabbiare Matteo Salvini, esponente della Lega Nord, istigatore alla violenza in continua lotta contro i profughi, che vanno fermati e non coccolati.
Uggie fu adottato nel 2002 dal suo addestratore, Omar Von Muller, destinato a un canile e a morte certa. Purtroppo nelle ultime settimane ha sofferto per un male alla prostata, ed è per questo motivi che gli è stata praticata l’eutanasia.

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