Scienza

La peste nera: tracciata l’origine della pandemia che devastò l’Europa

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Un team internazionale di ricercatori ha recentemente individuato l’origine della cosiddetta “peste nera”, una pandemia che flagellò il Medio Oriente, il Nordafrica e, in particolare, l’Europa, a partire dal XIV° secolo D.C.

Come riportato nel relativo articolo, gli studiosi hanno analizzato il DNA del batterio responsabile, identificando la città russa di Laishevo quale punto d’ingresso della malattia nel Vecchio Continente.

La peste

Divenuta simbolo di calamità, la peste è una malattia provocata dal batterio Yersinia pestis, scoperto per la prima volta dal dottor Alexandre Yersin, nel 1894. Generalmente, questo microrganismo si trasmette fra pulci e roditori, tuttavia può interessare anche gli esseri umani.

In pochi giorni, il malcapitato viene colpito da forti dolori, nausea, vomito, febbre elevata e persino delirio. In prossimità di ascelle o inguine – le zone più facilmente raggiunte dalle pulci – si vengono a formare caratteristici bubboni, derivanti dall’infiammazione dei linfonodi.

Infatti, Y. pestis si sviluppa generalmente nel sistema linfatico, trasportato dai globuli bianchi che lo hanno fagocitato nel vano tentativo di distruggerlo. Nei casi più gravi, il batterio riesce a diffondersi in tutto l’organismo, causando gravi emorragie e necrosi, fino al decesso dell’individuo.

La prima pandemia di peste colpì i territori dell’Impero Romano d’Oriente tra il VI° e l’VIII° secolo D.C., sotto il regno di Giustiniano I. Tuttavia, è la seconda quella più celebre, responsabile della morte di 25 milioni di abitanti in Europa, nel 1300.

Soprannominata “peste nera”, questa pandemia gettò nel panico la popolazione, terrorizzata da un male di cui non conosceva le cause e, tantomeno, la cura. Questa situazione è perfettamente descritta dal poeta Boccaccio nel primo capitolo del Decamerone:

“[…] era con sì fatto spavento questa tribulazione entrata ne’ petti degli uomini e delle donne, che l’un fratello l’altro abbandonava e il zio nipote e la sorella il fratello e spesse volte la donna il suo marito […] li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e servire schifavano […]”.

La pandemia che arrivò dall’est

Dopo gli eventi del 1300, la peste è periodicamente riapparsa in Europa nei secoli successivi, per poi andare incontro ad un progressivo declino nel corso del XVIII° secolo.

Ma come ha avuto inizio tutto ciò?

Un gruppo di scienziati ha tentato di dare una risposta a questa domanda, analizzando il DNA del batterio estratto da 34 individui infetti. Questi, provengono da 9 differenti siti archeologici sparsi in tutto il continente – dall’Inghilterra alla Francia, dalla Germania alla Russia – e risalenti ad un’epoca compresa fra il XIV° e il XVII° secolo. Inoltre, sono stati riesaminati i dati ottenuti da precedenti studi.

Il risultato è a dir poco sorprendente.

Secondo i ricercatori, la peste sarebbe giunta in Europa attraverso una singola via: Laishevo. Come illustrato nell’articolo, quella rinvenuta nella cittadina russa rappresenterebbe “la forma più primitiva, ad oggi identificata, del ceppo che è arrivato in Europa nella prima fase della seconda pandemia”.

A partire da quest’ultimo, si sarebbero originate due linee che avrebbero quindi intrapreso strade diverse.

Dopo gli eventi del 1300, la prima linea portò alla diffusione della peste nelle regioni orientali. Alcuni suoi ceppi sono stati identificati in campioni inglesi e russi del tardo XIV° secolo, mentre altri esistono tutt’oggi in Africa. Vi sarebbe inoltre una parentela con i ceppi responsabili della terza pandemia, originatasi in Cina verso la metà del 1800.

La seconda linea è invece rappresentata da campioni provenienti da Germania, Francia, Svizzera ed Inghilterra, e risalenti ad un periodo compreso fra il XIV° e il XVIII° secolo. Nel corso del tempo ha dato origine ad una varietà di forme, le quali non hanno tuttavia lasciato discendenti attuali. Per tale ragione, è possibile che questa linea si sia estinta con la scomparsa della peste dall’Europa.

L’opera dei ricercatori ci fornisce così un quadro più completo delle origini della peste nera; futuri studi permetteranno di fare ulteriore chiarezza su questa terribile pandemia.

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