La profezia di Nostradamus sul Coronavirus, ecco quando finirà l’epidemia

Sembra che anche il grande indovino Michel De NostreDame, in arte Nostradamus, avesse profetizzato l'avvento del coronavirus.

Nostradamus
Fotocredits: Wikipedia

Tra la moltitudine di profezie riguardanti il coronavirus, sicuramente la più famosa è quella descritta dalla veggente e medium Sylvia Browne all’interno del suo libro Profezie. Che cosa ci riserva il futuro. Eppure, il covid-19 sembra essere già menzionato in una quartina risalente a 500 anni fa. L’autore è Michel De Nostredame, meglio conosciuto come Nostradamus, Il celebre veggente, scrittore e farmacista provenzale che tutti conosciamo. Ebbene, secondo gli esperti, una quartina profezia scritta dallo studioso francese si adatta così bene alla situazione che stiamo attualmente vivendo, tanto da essere ribattezzata “Profezia di Nostradamus sul coronavirus“.

Cosa c’entra Nostradamus con il coronavirus?

La quartina che ha impressionato gli esperti è la 65(LXVdel libro Le profezie di Nostradamus, edizione 1555. La profezia recita, per la precisione:

LE P. ARC. ENCLIN GRANDE CALAMITE’
PAR L’ HESPERIE & INSUBRE FERA:
LE FEU EN NEF, PESTE & CAPTIVITE’,
MERCURE EN L’ ARQ. SATURNE FENERA”.

Per capire bene se Nostradamus si riferisse realmente al coronavirus, dobbiamo analizzare attentamente tutta la quartina, a cominciare dalla prima riga: “LE P. ARC. ENCLIN GRANDE CALAMITE”. Secondo l’interpretazione degli esperti, P.Arc indica il polo artico, quindi il Polo Nord. Esperia è il nome antico dell’Italia, mentre Insubre si riferisce all’ex Gallia Cisalpina, la regione italiana che oggi conosciamo come Lombardia.

La seconda e la terza riga sono dedicate alla pestilenza, possiamo tradurle in questo modo:”Come una tempesta d’acqua che si abbatte su una nave: peste e cattività“. LE FEU EN NEF, che possiamo intendere come una tempesta di fuoco che si abbatte su una nave, invece PESTE & CAPTIVITE’ sono, come facilmente intuibile, “peste” e cattività”.

La quarta riga della profezia ci dirà la data della fine del coronavirus?

Ma è la quarta riga che ci apre gli occhi e che ci informa della durata e della presunta fine della pestilenza: MERCURE EN L’ARQ. SATURNE FENERA.

MERCURE è, ovviamente, il pianeta Mercurio, ARQ è il segno zodiacale dell’Acquario. Un periodo di tempo che andrebbe dal 4 al 15 marzo. Queste le date di inizio della pestilenza. Con SATURNE FENERA , invece, il profeta avrebbe indicato la fine del periodo del coronavirus. Il termine si individua nel momento in cui Saturno l’ascerà Acq (Acquario) per entrare retrogado in Capricorno. Il momento coincide con la data del 1 luglio alle ore 23:29.

Il parere degli esperti

Secondo quanto sostenuto dagli studiosi, la profezia di Nostradamus, se bene interpretata, darebbe un messaggio molto preciso all’umanità. Non solo descriverebbe in poche parole l’attuale situazione di crisi dovuta al coronavirus, ma allo stesso tempo indicherebbe anche il periodo in cui la pandemia scomparirà dalla faccia della terra. Adesso però allontaniamoci momentaneamente da quello che avrebbe voluto affermare il grande profeta Nostradamus. Alcuni esperti vedono nella quartina la menzione di un disastro naturale, forse un violento terremoto, che in base al movimento dei corpi celesti, si dovrebbe verificare tra il 10 e l’11 maggio 2020.

Torniamo ora in ambito coronavirus. Secondo quello che fa intendere Nostradamus, l’umanità dovrà avere pazienza ed attendere l’estate per la fine della pandemia. Dobbiamo avere forza e coraggio e sperare che l’esimio astrologo francese per questa volta si sia sbagliato e che la crisi termini molto prima rispetto a quanto sostenuto all’interno della sua quartina.

La profezia di Sylvia Browne

La profezia di Sylvia Browne è divenuta famosa sul web in queste ultime settimane. Anche la scrittrice californiana avrebbe parlato del coronavirus, molti anni prima che la pandemia si manifestasse. Le parole della sensitiva trovano ragione in quello che sta accadendo. Nel libro della Browne, La fine dei giorni, la veggente afferma: “Entro il 2020 diverrà prassi indossare mascherine chirurgiche e guanti di gomma a causa di una epidemia di una grave malattia simile ad una polmonite, che attaccherà sia i polmoni, che i canali bronchiali e che sarà refrattaria ad ogni tipo di cura. Tale patologia sarà particolarmente sconcertante, perché dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa, improvvisamente scomparirà con la stessa velocità con cui è arrivata. Tornerà di nuovo all’attacco dopo 10 anni e poi scomparirà completamente“.

Il libro in questione è giunto anche in Italia con il titolo Le profezie e, in effetti, sembra presagire ciò che sta accadendo in questi mesi. Ma dobbiamo credere alla storia della profezia da parte della Browne? Alcuni studiosi che hanno esaminato le parole della scrittrice statunitense, affermano che in essa non ci sarebbe nulla di sconcertante. Il virus che ci sta attaccando appartiene alla famiglia dei coronavirus, che gli studiosi conoscono da anni. Quello che davvero sorprende sulla malattia descritta dalla Browne e il ruolo che pone ad essa al contesto sociale. La malattia covid-19 è stata fatta conoscere mediaticamente ad inizio 2020 quando ha iniziato ad ammorbare la Cina partendo da Wuhan. Eravamo, quindi, in pieno inverno. La malattia attacca l’apparato respiratorio e rende necessario l’utilizzo di guanti e mascherine.

La verità dei fatti

Chi legge le righe scritte da Sylvie Browne ai giorni nostri ne rimarrà sicuramente spaventato. Tuttavia, a voler razionalizzare il tutto senza scendere nel complottismo e nel paranormale, dobbiamo anche esaminare il contesto in cui l’autrice ha fatto tale profezia. Era il periodo della Sars, che per diversi mesi gettò l’umanità in preda al panico, per poi scomparire del tutto. In tal caso, quindi, la Browne si sarebbe ispirata alla crisi che era da poco terminata. Alla fine, se la veggente ci avesse azzeccato (e ciò non è affatto scontato), è stato per pura fortuna e casualita!

Non possiamo sapere se sia effettivamente possibile prevedere il futuro. Eppure, grandi come San Paolo gettavano indovini, maghi e fattucchieri all’inferno. Una professione diabolica potremmo dire. Tuttavia, se la profezia della Browne si rivelasse genuina, al contrario di quanto affermato da Nostradamus, potremmo stare abbastanza tranquilli, in quanto l’epidemia dovrebbe scemare molto presto. Forse già con l’arrivo della primavera vedremmo i primi effettivi risultati, con l’aumento della temperatura, che potrebbe rivelarsi un killer nei confronti del virus. Ci sarebbe anche il vaccino, ma esso non sarà pronto prima di un anno purtroppo. Stiamo attenti comunque, in quanto fra 10 anni l’incubo coronavirus, a detta della Browne, dovrebbe tornare.

Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!