La rivolta degli Agricoltori Calabresi, intervista ai protagonisti

Intervista all'agricoltore Antonio ZANGARI e ad altri agricoltori calabresi della provincia di Cosenza

In occasione della rivolta agricola partita ormai da diverse settimane in diversi paesi Europei (Germania, Olanda, Francia, Romania, Polonia) e da più giorni anche in tutta Italia, il meridione italiano non manca all’appello e fa sentire anche la sua voce partecipando attivamente alla protesta.

La rivolta si alimenta anche in Calabria

Di fatti, nello specifico, la popolazione agricola della Calabria e della Sicilia si allinea alla dinamica nazionale della manifestazione, smobilitandosi, secondo uso e costume della stessa, con i propri trattori su strade, piazze e località pubbliche presidiandole allo scopo di essere ascoltati dal governo e dalla comunità europea in ordine alle recenti politiche e direttive GREEN che annienterebbero, secondo le diverse fonti agricole, l’intero lavoro dei campi e la totale produzione agricola autoctona.

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Intervista

Oggi i microfoni di Quotidianpost.it si concentrano particolarmente a rilevare le voci degli agricoltori della Regione CALABRIA fra le quali spicca sicuramente quella di uno dei coordinatori della manifestazione che risponde al nome di Antonio ZANGARI di Polistena (RC). Il medesimo – dopo aver enunciato le motivazioni generali del malcontento ormai nazionale ed internazionale consistenti nell’aumento del carburante e delle spese agricole, dell’imminente attuazione della direttiva europea di blocco della coltivazione dei campi in cambio di pseudo sovvenzioni di 1.500,00 euro per ettaro di terra con il conseguente obbligo al consumo esclusivo di soli prodotti alimentari d’importazione – aggiunge e dichiara quanto segue

L’obiettivo principale della manifestazione è quello che, a livello comunitario, l’importazione verso l’Italia dovrebbe essere gestita meglio, poiché sta penalizzando e inginocchiando l’agricoltura e la produzione locale, agevolando l’importazione di farine di grilli, di carne sintetica, formaggio fabbricato, senza contare il problema a livello locale della presenza dei cinghiali che distruggono molte volte le coltivazioni“.

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PORTERETE LA PROTESTA FINO A ROMA?

Ma si….nei prossimi giorni analizzeremo pure questo itinerario….

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Fino a quando porterete avanti questa rivolta? Ad oltranza?

Certo…certo..si“.

Avete già ottenuto qualche riscontro?

La partecipazione sta aumentando, si sta pure sensibilizzando qualche sindaco, qualche istituzione…quindi qualcuno sta capendo che bisogna intervenire“.

Ritiene che l’informazione della manifestazione sia adeguatamente compresa?

La politica nazionale al momento non dà segnali, poi c’è poca divulgazione a mezzo stampa su questo argomento“.

CONCLUSIONE DELL’INTERVISTATO

Il Sig. Antonio poi conclude con alcune sue perplessità che riguardano il MINISTRO dell’Agricoltura Francesco LOLLOBRIGIDA visto in alcune occasioni ad esprimere la sua solidarietà presso diversi presidi degli agricoltori ma nello stesso tempo indossare i simboli della COLDIRETTI (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) la quale in questo delicato frangente di rivolta non sta effettivamente tutelando gli agricoltori.

LA VOCE DEL DISSENSO CALABRESE IN QUEL DÌ RENDE, CS

L’intervista prosegue su Rende (CS) precisamente presso il piazzale adiacente via Parigi in Quattromiglia di Rende dove è stato improntato un presidio con mezzi agricoli nella nottata di ieri. Di seguito la video-intervista.

Frank Nuenda
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