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La storia nascosta del colore giallo e il suo legame con il potere in Cina
Scopri il fascino storico dietro il divieto del colore giallo nell'antica Cina imperiale, un simbolo di potere riservato esclusivamente all'imperatore.

L’antichissima tradizione cinese attribuisce ai colori una valenza simbolica straordinariamente potente. In particolare, l’uso del giallo era strettamente riservato a pochi eletti, nonostante rappresentasse l’ordine universale, secondo le complesse concezioni cosmologiche del passato. Questo colore, associato a concetti di centralità e equilibrio, divenne nel tempo un esclusivo marchio di potere destinato agli imperatori, e tale simbolismo ha attraversato secoli di storia cinese.
Il sistema cromatico dei Wu Xing
Colori e ordine cosmico
La cultura cinese ha da sempre attribuito significati profondi ai colori tramite il sistema dei Wu Xing, noto anche come i cinque elementi: metallo, legno, acqua, fuoco e terra. Questa visione non solo permeava la sfera religiosa e sociale, ma determinava anche la struttura del regno e l’organizzazione della società. Il giallo, associato alla terra, incarnava l’equilibrio cosmico, rappresentando il centro sul quale poggiavano tutti gli altri elementi.
- Rosso: simbolo del sud e del fuoco
- Nero: collegato al nord e all’acqua
- Bianco: legato all’ovest e al metallo
- Blu-verde: associato all’est e al legno
Orefi havered (Libro dei Riti) sottolinea il ruolo sacro del giallo nelle cerimonie religiose, evidenziando come gli oggetti di questo colore fossero impiegati nelle offerte agli dei e agli antenati.
Dal culto della terra al potere imperiale
La centralità del giallo emerse non solo dal suo valore religioso, ma anche dalla sua valenza politica. Sin dalle prime dinastie, il giallo divenne simbolo dell’autorità imperiale. La dinastia Tang (618-907 d.C.) decretò che solo l’Imperatore potesse vestirsi di giallo, trasformandolo così in un segno distintivo di supremazia. Questo legame si consolidò nelle dinastie successive, culminando con i Qing (1644-1912), che mantennero l’esclusività dell’uso di questo colore per la famiglia reale.
Wu Xing
- Definizione: Sistema filosofico cinese basato su cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo e acqua) che descrive le interazioni nel mondo naturale.
- Curiosità: Ogni elemento è connesso a una direzione cardinalica e ad un colore specifico.
- Dati chiave: Utilizzato in medicina tradizionale, astrologia e arti marziali.
L’origine del tabù sul giallo
Il privilegio degli imperatori
Già durante la dinastia Zhou, il giallo possedeva un’importanza simbolica, ma con l’ascesa della dinastia Sui, tale colore divenne una prerogativa esclusiva della corte imperiale. L’imperatore Gaou della dinastia Tang consolidò questa usanza, imponendo il giallo come colore esclusivo per la regalità. Indossare il giallo era un chiaro segno di maestà, e qualsiasi uso improprio veniva severamente punito.
Varianti all’interno della gerarchia imperiale
Nonostante il tabù, all’interno della famiglia reale vi erano diverse tonalità di giallo per indicare gradazioni di potere. La dinastia Qing autorizzava i principi ereditari a vestire un giallo albicocca, mentre altri membri della nobiltà potevano usare versioni più attenuate dello stesso colore. Ciò sottolineava la natura gerarchica del simbolismo del colore.
Il giallo nei riti e nella vita quotidiana imperiale
Il colore delle cerimonie
Il giallo era centrale anche nei riti di sacrificio agli antenati. Durante queste cerimonie, l’imperatore indossava abiti gialli e utilizzava equipaggiamenti dello stesso colore per ribadire la sua posizione di mediatore tra cielo e terra.
Presentazione architettonica e documentale del potere
Nell’architettura, come nelle decorazioni della Città Proibita di Pechino, il giallo era riservato ai tetti degli edifici imperiali. A livello amministrativo, i decreti imperiali erano pubblicati su carta gialla, espressione ulteriore del legame tra il trono e questo luminoso colore.
Il giallo come simbolo di ribellione
Paradossalmente, il potere del giallo non si limitava alla sua associazione con l’imperatore, ma estendeva anche un potere sovversivo. Ad esempio, la rivolta di Chenqiao nel 960, che portò alla fondazione della dinastia Song, vide i ribelli vestire il generale Zhao Kuangyin con vesti gialle come simbolo di sovversione contro l’autorità imperiale.
La caduta del tabù e le nuove associazioni contemporanee
Con la caduta della dinastia Qing nel 1911, anche il simbolismo del giallo venne meno, portando a un cambiamento di significato. Oggi, in Cina, il termine “giallo” ha assunto una connotazione negativa, spesso associata a materiali vietati o osceni, un cambiamento drastico rispetto alla sua sacralità antica.
Il viaggio del giallo nella storia cinese illustra come i simboli culturali, anche i più radicati, possano evolvere e adattarsi ai cambiamenti storici e sociali, lasciando una traccia indelebile nella memoria collettiva.
Riferimenti
- Bi, Wei. “Five basic colour terms and colour taboos in ancient China (part one).” Roczniki Humanistyczne, 2024, Vol. 72. DOI: https://doi.org/10.18290/rh24729.6
- Muy Interesante – Simbologia del colore giallo in Cina









