Salute
L’anticorpo neutralizzante S309 inibisce il Covid-19: lo studio

Continuano gli studi dei ricercatori sugli anticorpi nella lotta al coronavirus. In particolar modo è un anticorpo, chiamato S309, ad essere oggetto di ricerca da parte degli scienziati, per la sua capacità “neutralizzante”.
Questo anticorpo è stato identificato per la prima volta nel 2003, presente in un soggetto affetto da sindrome respiratoria acuta grave. Ora, il team del Vir Biotechnology ha deciso di effettuare alcuni test, e riportarne i risultati su un articolo scientifico intitolato “Neutralizzazione incrociata di SARS-CoV e SARS-CoV2 da parte di un anticorpo monoclonale umano”.
David Veesler, assistente professore di biochimica presso la School of Medicine dell’Università di Washington è l’autore della ricerca, e ci ha tenuto a sottolineare che ancora non è stata dimostrata l’efficacia protettiva dell’anticorpo nei soggetti viventi. Ovviamente se il team di ricerca riuscisse a dimostrarne la sua funzionalità, potrebbe essere un valido alleato nella lotta alla pandemia.
L’anticorpo impiegato contro la SARS
La ricerca attuale è stata ripresa da una ricerca di 17 anni fa: gli scienziati stavano già studiando il ruolo dell’anticorpo sui soggetti infettati dal virus SARS, proprio per questo si sta procedendo molto più velocemente rispetto alle ricerche iniziate da 0.
L’anticorpo S309 nella lotta alla SARS si è rivelato molto utile, poiché particolarmente potente nel colpire la proteina “spike” che favorisce l’ingresso del coronavirus nelle cellule. Inoltre, la sua azione, combinata con quella di altri anticorpi, ha migliorato sensibilmente la condizione di alcuni pazienti affetti da SARS.
Ora lo scopo dei ricercatori è quello di trovare un mix di anticorpi in grado di agire anche sul coronavirus, che ricordiamo ha anche il nome di SARS-CoV-2. Il “cocktail” di anticorpi, infatti, è più efficace rispetto ai trattamenti co un solo anticorpo, sia preventivamente che come terapia di cura.









