Lars von Trier provoca e sconvolge il pubblico di Cannes

Il regista danese Lars von Trier ha spiazzato il pubblico del Festival di Cannes con il suo nuovo film “The house that Jack built“.

Alcune persone, critici compresi, avrebbero lasciato la sala disgustate o spaventate, eppure gli spettatori erano stati avvertiti della violenza dell’ultima opera del regista danese.

Già nel 2011 alla presentazione del suo “Melancholia” presso il Festival di Cannes, il regista era stato allontanato e definito “persona non gradita” per alcune dichiarazioni ritenute filonaziste come “Sono contrario alla seconda guerra mondiale e non sono contro gli ebrei, ma in realtà non troppo perché Israele è un problema, come un dito nel culo”

o “Hitler ha fatto molte cose sbagliate ma mi fa simpatia” di chiara natura provocatoria.

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Dopo le pubbliche scuse è rientrato al festival con  “The house that Jack built”.

È evidente come la pellicola sia risultata più shockante delle trascorse dichiarazioni del regista scandinavo.

Il film, articolato in cinque capitoli, è ambientato nel 1970 negli Stati Uniti.

Jack, il protagonista, interpretato da Matt Dillon, è un ingegnere psicopatico, un serial killer. Le scene che hanno destato più scalpore sono quelle in cui ad una donna viene tagliato un seno, e vengono uccisi dei bambini.

Lars von Trier è un provocatore, forse un furbo, nella sua carriera ha toccato sicuramente momenti più  alti della sua penultima opera “Nymphomaniac” ma è indubbiamente un regista di grande talento espressivo.

È stato accusato di molestie nei confronti di Björk e questo per me, una femminista che lo apprezza come autore, è stato un duro colpo ma bisogna saper distinguere l’opera dalla persona.

Pur non avendo ancora visto The House that Jack Built accusare il regista di misoginia per i contenuti  della sua ultima pellicola, questo hanno fatto alcuni critici,  mi sembra paradossale avendo visto le sue precedenti.

Von Trier è di una violenza provocatoria e ironica e questa volta è riuscito a far alzare il sedere al borghese pubblico di Cannes. Sarà  riuscito nel suo intento?

 

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