Salute

Studio, le nuove mutazioni del Covid-19 potrebbero essere meno infettive del ceppo originale

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Il Covid-19 ha letteralmente rallentato l’economia globale da Dicembre, mese in cui ha iniziato a infettare anche altre località diverse da Wuhan. Ad oggi purtroppo ancora la comunità non è riuscita a trovare una soluzione al problema SARS-CoV-2. Anzi ad essere precisi tutt’oggi il virus continua a diffondersi in modo rapido e continua a mietere vittime in giro per il globo. Una cosa è certa però in questo periodo sia il numero di contagi che il numero delle vittime sta calando. In queste ultime settimane molti paesi (specialmente europei, compresa l’Italia) stanno ripartendo gradualmente.

Le mutazioni del virus 

Questo generale rallentamento del virus non deriva da uno speciale anticorpo generato dalla popolazione bensì da una mutazione del virus. Secondo un recentissimo studio pare che le mutazioni del virus SARS-CoV-2 potrebbero essere molto meno nocive rispetto al ceppo originario.

Gli esperti hanno individuato molteplici modificazioni nella struttura del virus a singolo filamento. I ricercatori dell’University College di Londra hanno trovato una possibile spiegazione a tali mutazioni. È molto probabile infatti che esse sian frutto della costante interazione del virus con il nostro sistema immunitario. Ovviamente non parliamo di poche mutazioni subite ma bensì 6.822 registrate in tutto il mondo.

I processi di mutazione del virus

Una delle possibili ragioni della mutazione subita dal virus SARS-CoV-2 potrebbe essere un errore durante la sua moltiplicazione nel corpo umano. Ipotesi piuttosto audace visto che la polimerasi del Covid-19 tende a correggere il lavoro svolto durante la moltiplicazione dopo aver immesso nuovo materiale genetico.

È stato accertato che nel durante del processo di ricombinazione e riassorbimento del virus, la struttura dello stesso può variare. Tutto questo significa che la struttura del genoma tende a variare per molti aspetti come ad esempio le dimensioni. La mutazione del virus può essere suscitata anche da un fattore naturale. È possibile infatti che il sistema immunitario del corpo ospitante possa reagire al virus plasmando la sua struttura genetica.

Tutto questo è sicuramente un aspetto positivo dato che la maggior parte delle mutazioni del virus sono di natura neutra o comunque sono meno pericolose rispetto al ceppo originario. Purtroppo ancora non si conosce tutto di questo nemico invisibile e ogni settimana che passa è preziosa per assumere quante più informazioni necessarie. Solo con il passare del tempo sarà possibile capire se effettivamente le mutazioni subite dal Covid lo rendano meno pericoloso rispetto al Covid che abbiamo conosciuto in questi mesi.

Leggi anche: Il remdesevir potrebbe essere la nuova cura standard per il Covid-19

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