Economia
Limite dei contanti: dal 1° luglio scatta la nuova norma

C’è una nuova novità introdotta dal Decreto Rilancio ossia dal 1° Luglio 2020 la soglia massima per il contante è di 1.999,99 euro. Tutto ciò serve a limitare il cash per favorire la tracciabilità dei pagamenti e combattere cosi il riciclaggio e l’evasione. Anche per quanto riguarda i pagamenti elettronici è prevista la riduzione dell’importo.
Limite massimo del contante
Lo scopo è quello di incentivare l’uso dei pagamenti elettronici ritenuti più sicuri e anche perchè l’emergenza sanitaria ha costretto all’utilizzo della moneta elettronica. Al momento il limite fissato dalla legge di stabilità del 2016 è di 3 mila euro per i pagamenti in contante. Quindi dal 1° luglio qualunque transazione che superi i 2.000 euro dovrà avvenire tramite delle procedure ben definite come ad esempio il bonifico bancario o tramite carta di credito.
Sempre dal prossimo 1° luglio viene introdotto il credito d’imposta del 30% sulle commissioni pagate dagli esercenti. Un bonus importante soprattutto per i commercianti che in passato avevano sempre denunciato gli elevati costi dei pagamenti elettronici e preferivano essere pagati in contanti. Va ricordato che il pagamento in contanti resterà ma sarà a discrezione del cliente.
Chi sgarra va incontro a multe salate
Un solo errore può portare a multe salatissime. Chi non rispetta il limite dei contanti va incontro a sanzioni. Infatti il governo su quest’aspetto è piuttosto rigido. E’ prevista una sanzione che va da un minimo di 3.000 euro fino a un massimo di 50 mila euro. Nella multa vengono coinvolti sia chi cede il denaro sia chi lo riceve e dunque la sanzione è prevista anche per chi fa donazioni ai propri parenti.
Al momento le modalità di pagamento o trasferimento di denaro ammesse sono bancomat, carte di credito, assegni bancari, prepagate, circolari e bonifico. Inoltre dal 2018 è in vigore una norma che vieta il pagamento degli stipendi in contanti sia per chi ha un contratto di lavoro subordinato sia per chi lavora tramite contratto di collaborazione o ancora chi lavora presso una cooperativa.









