L’influenza suina non lascia scampo

Sospetto quarto caso in Italia

Influenza suina e virus H1N1

L’influenza suina non lascia scampo

L’influenza suina non lascia scampo.

Si alzano i numeri dei casi di influenza suina iniziata a fine 2018. Dopo la pandemia  del 2009 che provocò 60 morti in Messico, la diffusione del virus sembra essere importante.

Secondo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie negli Stati Uniti,  il tasso attuale e la gravità dell’infezione non mostrano segni di diminuzione.  I malati di influenza di oggi, eclisseranno quelli del 2009? Secondo gli esperti medici, la prognosi non è buona.

Che cos’è l’influenza suina

Che cos’è l’influenza suina?

L’influenza suina è una malattia respiratoria causata da un virus tipico dei maiali, che è in grado di infettare anche l’uomo. Il “passaggio” del virus tra animale e uomo non avviene facilmente e interessa particolarmente persone che lavorano o vivono a stretto contatto con i suini.

Chi viene infettato dal virus, può però trasmettere la malattia ad altri, come in una comune influenza ed è questo che origina la pandemia.

I sintomi dell’influenza suina sono generalmente gli stessi di una comune influenza: febbre, mal di testa, inappetenza, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari (in particolar modo alla schiena), brividi, lacrimazione e altro ancora. I pazienti colpiti dal virus, potrebbero sperimentare anche disturbi gastrointestinali.

La febbre scompare in tre o quattro giorni, mentre i sintomi respiratori perdurano anche fino a 20 giorni dall’inizio della malattia: possono emergere anche complicazioni in persone predisposte o a rischio, quali  polmoniti e bronchioliti. Complicazioni meno diffuse ma molto pericolose, sono invece miocarditi ed encefaliti che possono compromettere la vita del paziente. Tra i batteri più comuni responsabili dell’infezione vi sono lo streptococco, il pneumococco e lo stafilococco.

La pandemia H1N1 e i decessi registrati

L’influenza suina H1N1, dallo scorso ottobre, ha ucciso 42 persone negli Stati Uniti e in California: le persone considerate a rischio sono come sempre i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza.

Robert Brennan, 14 enne di Liverpool, è ricoverato in gravissime condizioni  nel reparto di Terapia intensiva all’ Alder Hey Children’s Hospital ,per complicazioni dovute al virus. Il ragazzo se dovesse sopravvivere, riporterà gravi danni celebrali permanenti.

Gli accertamenti urgenti fatti su questo caso, hanno evidenziato alcune emorragie cerebrali causate dal virus H1N1.

E’ invece di oggi la notizia, riportata dal “Gazzettino” che il virus ha colpito duramente anche il nord Italia: un uomo di 58 anni ricoverato ieri all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, mostrerebbe i segni della peste suina, con temperatura corporea elevata e insufficienza respiratoria.

Al momento si parla di “sospetta infezione” e si attendono gli esami, che se fossero positivi, confermerebbero il quarto caso di influenza H1N1 registrato tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Monica Ellini

 

 

 

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Monica Ellini
Scrivo articoli in diversi settori di notizie: cronaca, scienza,salute, ambiente, spazio e cosmo, storia, viaggi, arte e archeologia. Eclettica e dedita alla ricerca, lavoro per obbiettivi in modo determinato e organizzato. Esperta di comunicazione e pubbliche relazioni, cerco di trasmettere attraverso lo scritto, concetti chiave e significati. Adotto un informazione consapevole che interessi diverse fasce di pubblico.
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