Salute
L’intelligenza artificiale può individuare i segni del morbo di Parkinson e dell’Alzheimer, ecco come

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale molte cose cambieranno. La tecnologia in questione permette di analizzare enormi quantità di dati, c.d. Big Data, in pochissimo tempo. Oltre al pregio della velocità, l’intelligenza artificiale vanta anche una estrema accuratezza. Essa infatti può cogliere dettagli invisibili all’occhio umano. Alcuni ricercatori dell’Università di Newcastle stanno valutando come applicare l’intelligenza artificiale al campo della diagnostica per individuare malattie neurologiche come l‘Alzheimer e il morbo di Parkinson dalle scansioni oculari.
Il collegamento occhi-cervello
Gli occhi sono collegati direttamente con il cervello: la retina infatti è l’unico punto del corpo umano che permette di vedere il sistema nervoso centrale dall’esterno. L’attuale tecnologia permette di avere immagini super dettagliate della retina volte ad individuare le malattie degli occhi. Tuttavia gli esperti vogliono spingersi ben oltre. Mediante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è possibile individuare segni, indizi di malattie neurologiche dalle immagini della retina. Tutto ciò è possibile perché le malattie neurologiche, specie il Parkinson e l’Alzheimer, deteriorano in modo evidente il sistema nervoso centrale. L’obiettivo è quello di vedere tale deterioramento dalla retina degli occhi. Il progetto è molto ambizioso ma potrebbe permettere ai dottori di intervenire molto più rapidamente su queste malattie. Nonostante le retine siano molto piccole, è molto probabile che mediante le stesse sia possibile vedere i segni del danneggiamento già all’esordio della malattia.
La tecnologia utilizzata
Gli esperti stanno utilizzando un metodo piuttosto particolare che prevede una tomografia a coerenza ottica (OCT). Parliamo di un numero notevole di immagini OTC caricato in un sistema dotato di intelligenza artificiale. Sarà quest’ultimo ad individuare anche il più insignificante segno sintomatico della patologia. C’è già chi afferma a gran voce, viste le implicazioni, che questa tecnologia potrebbe essere un ottimo strumento per la ricerca scientifica. Un intervento rapido sulle patologie neurologiche (ancora non curabili) potrebbe garantire un considerevole rallentamento della progressione dei sintomi. Una diagnosi tempestiva è più che cruciale.
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