L’Organizzazione mondiale della sanità, a seguito di nuove evidenze scientifiche, ha affermato che gli antiinfiammatori steroidei riducono il rischio di morte nei pazienti affetti da Covid-19 anche con gravi sintomi. La revisione della guida emanata dall’OMS concernente i trattamenti per i pazienti covid, è stata effettuata solo dopo aver analizzato sette diversi test clinici, che hanno permesso di rilevare i benefici derivanti dall’utilizzo dei farmaci antiinfiammatori rispetto all’utilizzo di trattamenti più costosi.
Maggiori dettagli sugli studi
Gli studi a riguardo hanno analizzato 678 pazienti sottoposti a trattamenti con antinfiammatori steroidei, e altri 1.025 pazienti trattati con altri farmaci o con un placebo. Tutti i soggetti sottoposti al test erano ricoverati in ospedale per sintomi gravi da covid, e parte di essi erano anche intubati in terapia intensiva.
Il trattamento con gli steroidi ha consentito una riduzione della mortalità del 34% e ciò a prescindere dalla tipologia di antiinfiammatori steroidei somministrati, dalla dose e dalla presenza di altri trattamenti nel protocollo di cura. Il 18% dei pazienti, inoltre, ha segnalato alcuni effetti collaterali, ma non tali da rendere il trattamento sconsigliato.
Fino a poco tempo fa, i farmaci steroidei non erano ritenuti affidabili nella cura contro i sintomi del virus, perché gli esperti li ritenevano dannosi per il sistema immunitario, dato che agiscono principalmente sopprimendo le difese. In alcuni casi, però, si è verificata una moltiplicazione del virus nonostante il sistema immunitario intatto, al punto da condurre l’organismo ad una risposta molto distruttiva che comporta peggioramento nella salute del paziente. Gli antiinfiammatori steroidei, invece, sono in grado di bloccare le sostanze sfruttate dal sistema immunitario per la protezione dell’organismo dagli agenti esterni.
Proprio per questo l’OMS si è apprestata a modificare i protocolli, tuttavia lasciando un margine di incertezza, poiché non sono indicate le quantità e non si sa se l’utilizzo di tali farmaci debba avvenire in concomitanza con i primi presagi di peggioramento o già con la progressione della malattia.











