Mafia Capitale: nuovo sequestro di beni da parte della Guardia di Finanza

Continua inesorabile l’ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta, che ha colpito la malavita organizzata della Città Eterna, ormai ai più nota come Mafia Capitale.

A finire nel mirino degli investigatori questa volta un imprenditore, che vive sul litorale laziale, da tempo noto alle Forze dell’Ordine per la sua pericolosità, ma anche per la poca chiarezza rispetto alla dichiarazione dei redditi presentata.

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Infatti, a fronte di una denuncia bassissima, l’uomo da sempre conduce un tenore di vita particolarmente elevato, che ha insospettito gli uomini delle Fiamme Gialle. Da qui le indagini durate alcuni mesi. Da qui il sequestro.

Tra i beni confiscati c’è, innanzitutto, la storica imbarcazione di Benito Mussolini, la Fiamma Nera, che era solo una delle due imbarcazioni, di cui disponeva l’uomo. Ma non è tutto.

Infatti, oltentre a questi natanti, sono stati requisiti anche alcuni immobili (per l’esattezza si tratta di 75 immobili e di 32 terreni), alcuni dei quali erano stati dati in affitto ad altri nomi ormai ancor più noti di Mafia Capitale, quali quello di Tiziano Zuccolo, ex presidente della Cooperativa Domus Caritatis, e quello di Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa 29 Giugno.

Nomi noti del panorama romano del Terzo Settore, quelli che hanno sempre vinto gran parte degli appalti e delle gare (basta andare a vedere le graduatorie pubbliche e si vedrà che ricorrono sempre, così come vengono ricordati qui nell’articolo – Domus Caritatis e 29 Giugno – o con altri nomi di cooperative appartenenti al consorzio o modificati nel corso degli anni), quelli che gestivano i centri di accoglienza più grandi e duraturi nel tempo, spesso proprio perché avevano a disposizione già edifici o terreni, quando il bando lo richiedeva. Un punto in più, ma ecco che la Legge svela da dove veniva tanta ricchezza.

Alla lista di quanto confiscato sono ancora da aggiungere alcuni negozi e uffici di Roma, due autovetture di lusso e diverse quote societarie.

Il valore totale dei beni recuperati dai Finanzieri è pari a 28 milioni di euro, una cifra importante per chi si dichiarava pressoché nullatenente e con un ricco passato di precedenti penali alle spalle.

A Roma si continua, quindi, ad aprire forzieri, a vedere fin dove la corruzione è riuscita ad affondare i propri tentacoli. Nomi che ricorrono e nomi nuovi che si intrecciano…e, ancora una volta, tutto poggia sulle macerie di un sociale, che da un anno ha subito un colpo davvero doloroso per la Capitale. lo sanno bene gli operatori, lo sanno anche gli utenti. Chi ha portato a questo sfacelo, chissà cosa ne pensa?

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